La stagione di caccia primaverile si apre già tra le polemiche. Secondo BirdLife Malta, il 72% dei cacciatori tenuti d’occhio finora avrebbe preso di mira la tortora selvatica, nonostante nella prima settimana sia consentita esclusivamente la caccia alla quaglia.
Il dato emerge da un monitoraggio condotto tra il 13 e il 18 aprile in diversi punti di Malta e Gozo. I volontari, afferma l’associazione, hanno fatto una distinzione tra i cacciatori impegnati attivamente nella ricerca della quaglia – generalmente in movimento e spesso con cani – e quelli appostati in postazioni fisse o nascoste, modalità più tipiche della caccia alla tortora.
Oltre ai numeri, BirdLife Malta segnala diversi episodi sospetti, già trasmessi alle autorità: uso di richiami elettronici, esche e coordinamento tra cacciatori tramite radio per intercettare gli stormi in migrazione.

Un esemplare di tortora ferito è stato recuperato il 17 aprile a Gebel Ciantar e affidato a cure veterinarie: presentava pallini di piombo e una spalla lussata. In altri casi, riferisce l’Ong, alcuni cacciatori si sarebbero dati alla fuga all’arrivo delle forze dell’ordine.

Tra gli episodi più gravi segnalati, quello avvenuto il 18 aprile a Xghajra, dove un uomo col volto coperto è stato filmato mentre inseguiva tortore nei pressi di Fort St. Leonard. Gli agenti dell’EPU lo hanno fermato sul posto, dopo aver tentato di fuggire, liberarsi del fucile e opporre resistenza, ferendo lievemente un sergente. L’uomo, già noto alle autorità, è stato arrestato per precedenti reati, tra cui altri episodi di caccia illegale.

Secondo BirdLife Malta, tuttavia, il fenomeno non riguarda solo singoli casi o cacciatori senza licenza, poiché la maggior parte delle violazioni, sostiene, sarebbe commessa da persone regolarmente autorizzate.
Sotto accusa anche il sistema dei controlli. Con circa ottomila licenze rilasciate, l’organizzazione stima che sarebbero necessari numeri molto più elevati di agenti per garantire verifiche efficaci sul territorio, nello specifico sette ufficiali di polizia ogni mille licenze. Una criticità che si fa sentire soprattutto a Gozo, dove la presenza delle unità ambientali risulta limitata e attiva solo su segnalazioni delle Ong.
«Non esiste un modo realistico per garantire il rispetto delle regole», afferma Nicholas Barbara, responsabile della conservazione di BirdLife Malta, parlando di “fallimento sistemico” nell’applicazione delle norme. Anche il sistema di autosegnalazione degli abbattimenti, aggiunge, è poco utilizzato, con meno del 10% di adesioni tra i cacciatori.
L’organizzazione è quindi tornata a chiedere l’intervento della Commissione Europea, invitando gli ispettori a seguire da vicino la stagione venatoria sull’arcipelago. Al centro delle preoccupazioni c’è la tortora selvatica, specie inserita nella lista rossa europea, la cui uccisione durante la migrazione primaverile è vietata dalla direttiva Uccelli dell’Unione Europea.
(in copertina: un cacciatore col volto coperto getta il fucile e tenta di fuggire dagli agenti dell’EPU a Xghajra il 18 aprile, photo credits: BirdLife Malta)
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