Quasi un milione di copie al giorno, lettori in tutto il mondo: quando il New York Post dedica un articolo al sovraffollamento turistico di Malta, la risonanza non resta all’interno dei confini dell’arcipelago. Il quotidiano americano ha pubblicato nei giorni scorsi un pezzo in cui definisce Malta «l’isola più affollata d’Europa», citando uno studio della piattaforma di viaggi BookRetreats che ha misurato la densità turistica di tutte le isole europee in rapporto alla loro superficie.
Il risultato è netto: Malta, con i suoi 316 chilometri quadrati (circa un quinto della superficie di Londra) registra oltre 38.000 pernottamenti per chilometro quadrato, il dato più alto del continente.
La metodologia dello studio è rilevante perché sovverte la classifica intuitiva: Maiorca, che accoglie circa 14 milioni di turisti l’anno contro i 4,5 milioni stimati per Malta nel 2026, si colloca solo all’ottavo posto nella graduatoria della densità, semplicemente perché è molto più grande. Quello che conta non è il numero assoluto di visitatori, ma quanti ne arrivano in rapporto allo spazio disponibile, e su questo parametro Malta non ha rivali in Europa.
L’ironia dei voli per New York e l’obiettivo smentito dai fatti
La tempistica dell’articolo è quanto meno imbarazzante per il governo. L’uscita sul New York Post coincide praticamente con il lancio di nuovi voli diretti Malta-New York, operazione voluta esplicitamente per attrarre più turisti americani sull’arcipelago.
Il Post sottolinea che nonostante le preoccupazioni crescenti, le autorità maltesi puntano ad aumentare gli arrivi a 4,5 milioni entro il 2034, aggiungendo che questo metterebbe «l’oasi a rischio di rovina». Ma c’è un dettaglio che il giornale americano non ha colto: quell’obiettivo era per il 2034, e Malta lo raggiungerà già nel 2026, otto anni prima del previsto.
«Malta è troppo piccola per quattro milioni di turisti»
Il Post ha anche dato voce alla pagina Instagram Overtouristed Malta, diventata in poche settimane un punto di riferimento per chi documenta le conseguenze del turismo di massa sull’arcipelago. Dietro la pagina c’è Michaela Pia Camilleri, che aveva già rilasciato un’intervista al Malta Independent sostenendo che «il modello turistico maltese ha privilegiato il numero di visitatori a scapito della qualità della vita dei residenti».
La pagina mostra le strade di Valletta sovraffollate nei weekend, le code alla Blue Lagoon di Comino – dove in estate si sono contati fino a 12.000 visitatori al giorno, prima dell’introduzione di un sistema di prenotazione con tetto massimo – e la congestione nelle principali attrazioni turistiche durante i mesi di punta.
Gli esperti citati nello studio originale di BookRetreats avvertono che crescere ulteriormente senza una strategia di gestione dei flussi rischia di distruggere le stesse qualità che rendono Malta attraente: la scala umana, il patrimonio storico, il mare. Gli stessi elementi che il tabloid americano celebra nell’articolo, mentre mette in guardia dal loro degrado.
(immagine di archivio, credits: Terry Caselli Photography)
Il Corriere di Malta è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale e rimanere sempre aggiornato


















