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Attivisti sollecitano Malta a non unirsi alle operazioni militari UE a sostegno del genocidio

Moviment Graffitti sostiene che la potenziale partecipazione di Malta all’Operazione Aspides nel Mar Rosso violerebbe i principi costituzionali di neutralità e di ricerca della pace

di Redazione
14 Febbraio 2024
in Attualità
Tempo di lettura:2 mins read
0

Moviment Graffitti ha condannato fermamente la potenziale partecipazione di Malta alla missione dell’UE nel Mar Rosso, nota come “Operazione Aspides”, poiché farlo andrebbe contro i principi costituzionali di neutralità del Paese e agli sforzi attivi per la ricerca della pace.

Gli attivisti hanno quindi lanciato un appello alle figure chiave delle istituzioni maltesi, tra cui il ministro degli Interni Byron Camilleri, il ministro degli Esteri Ian Borg e il Primo Ministro Robert Abela, esortandoli a mantenere Malta fuori dall’Operazione Aspides, volta a ripristinare le normali rotte commerciali nel Mar Rosso, ma che solleva parecchie preoccupazioni poiché prevede la cooperazione con Israele, accusato di commettere genocidio nei confronti del popolo palestinese a Gaza.

In alternativa, Moviment Graffitti ha proposto al governo di dirigere gli sforzi diplomatici al fine di ripristinare un passaggio commerciale sicuro attraverso la rotta del Mar Rosso, lavorando all’interno delle istituzioni internazionali per garantire una tregua permanente e affrontare il conflitto israelo-palestinese in corso.

Attraverso un comunicato, gli attivisti hanno spiegato che, in risposta al genocidio a Gaza, nel novembre 2023 Ansarullah (Movimento Houthi) ha preso di mira le navi commerciali collegate a società israeliane, chiedendo aiuti umanitari per Gaza e la cessazione dell’aggressione israeliana.

Questo atto di resistenza ha interrotto il 12% del commercio globale, influenzando il 95% di tutte le rotte che prima passavano attraverso lo stretto di Bab al-Mandeb.

Le conseguenze includono il dirottamento delle navi intorno al Capo di Buona Speranza, causando notevoli ritardi fino a 30 giorni, un aumento considerevole dei costi di esportazione e disinvestimenti aziendali. Grandi compagnie di navigazione, come OCCL ed Evergreen, hanno dichiarato pubblicamente il rifiuto di accettare carichi israeliani, mentre altre hanno sospeso le rotte che attraversano la regione interessata.

In contrasto con la moderata risposta internazionale alla situazione a Gaza, gli sforzi per affrontare la interruzione del commercio sono stati «clamorosi». Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Canada, Danimarca, Grecia, Paesi Bassi, Norvegia e altre nazioni si sono unite all’Operazione Prosperity Guardian, un’iniziativa militare che prevede attacchi aerei contro obiettivi di Ansarallah sia via terra che via mare.

Mentre l’UE non ha approvato del tutto questa operazione, gli Stati membri dell’UE hanno avviato un’operazione militare della Politica Comune di Sicurezza e Difesa nel Mar Rosso, finalizzata a proteggere le navi mercantili intercettando eventuali attacchi contro di loro. Ciò ha coinvolto il contributo di fregate e cacciatorpedinieri missilistici italiani, una portaerei statunitense e una fregata tedesca di difesa aerea. «Queste navi – sottolineano gli attivisti – sono dotate di armi altamente avanzate, e si stanno dirigendo verso il Mar Rosso per sostenere il commercio israeliano e ostacolare la resistenza contro il genocidio di Israele».

Moviment Graffitti insiste affinché Malta si astenga dal partecipare a questa escalation militare e assicuri che nessuna risorsa maltese venga ingaggiata in questa operazione. L’Ong sostiene che qualsiasi coinvolgimento violerebbe il principio di neutralità di Malta, sottolineando l’impegno della nazione a “rifiutare di partecipare a qualsiasi alleanza militare” e perseguire attivamente “pace, sicurezza e progresso sociale tra tutte le nazioni”. L’organizzazione conclude esortando Malta a non essere complice in alcuna forma di genocidio, direttamente o indirettamente.

 

(immagine di archivio, credits: AFM)
Tags: genocidioIsraeleMaltaMoviment GraffittiOperazione Aspidesstriscia di gaza
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