Ha fatto parecchio discutere la maxi-proiezione pubblicitaria che sponsorizza hamburger sui bastioni di Valletta, ponendo interrogativi sul rispetto e la gestione del patrimonio storico-culturale della capitale. A denunciare l’accaduto è stata l’associazione Din l-Art Helwa, secondo cui le fortificazioni della città, Patrimonio mondiale dell’UNESCO, non possono essere trasformate in un supporto per campagne promozionali.
Nel mirino è finita la proiezione di un’insegna pubblicitaria sul Bastione di San Giovanni, utilizzata per promuovere il marchio di uno degli operatori presenti nella fan zone allestita nel fossato di Valletta in occasione della Coppa del Mondo. L’associazione sostiene che un simile utilizzo sia incompatibile con i principi che regolano la tutela dei siti iscritti nella lista del patrimonio mondiale.
Secondo Din l-Art Helwa, le linee guida operative dell’UNESCO impongono di preservare non soltanto l’integrità materiale dei monumenti, ma anche la loro autenticità, il contesto paesaggistico, le visuali e il valore storico e simbolico del luogo. Per questo motivo, osserva l’organizzazione, proiettare messaggi pubblicitari direttamente sulle mura storiche è una scelta difficile da conciliare con tali principi, anche se limitata nel tempo.
L’associazione chiede inoltre alle autorità di chiarire chi abbia autorizzato l’iniziativa e se, prima della sua realizzazione, sia stata effettuata una valutazione dell’impatto sul patrimonio culturale.
Per rafforzare la propria posizione, Din l-Art Helwa richiama due precedenti internazionali. Nel 2018, in Australia, suscitò forti polemiche la proposta di proiettare una pubblicità per corse di cavalli sulle celebri vele della Sydney Opera House, anch’essa sito UNESCO. Più recentemente, nel 2025, il governo greco ha avviato un’azione legale dopo la comparsa di una pubblicità dell’Adidas realizzata con droni accanto all’Acropoli di Atene, giudicata un utilizzo improprio del monumento.
«Non basta che l’intera isola sia già invasa dai cartelloni pubblicitari? Dobbiamo davvero trasformare anche le magnifiche mura di Valletta in uno spazio pubblicitario?», si chiede l’associazione nella nota pubblicata a mezzo social.
Nel frattempo, è arrivata anche la risposta dell’azienda in questione, Hotty Burger, che ha diffuso un messaggio di scuse rivolto «a tutto il popolo maltese», spiegando che si è trattato di «uno sfortunato errore», frutto di «un malinteso».
Ha precisato di aver rimosso immediatamente la proiezione pubblicitaria non appena è stata contattata dalle autorità, assicurando di non aver mai avuto l’intenzione di mancare di rispetto alla storia e al patrimonio culturale del Paese né di arrecare offesa. «Siamo profondamente dispiaciuti per quanto accaduto e chiediamo sinceramente scusa. Continueremo a impegnarci per rispettare la cultura, la storia e i valori di Malta», conclude la società.
(in copertina: frame video Din l-Art Helwa)
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