Il titolare della catena di ristoranti Storie & Sapori, Giuseppe Napolitano, è stato estradato dall’Italia e trasferito a Malta per rispondere di una serie di accuse che comprendono riciclaggio di denaro, frode fiscale, falsificazione di documenti e mancato versamento di imposte e IVA per circa 2,3 milioni di euro.
Il ristoratore italiano, 53 anni, si è dichiarato non colpevole dinnanzi alla Corte, ma la richiesta di libertà provvisoria gli è stata respinta e nei suoi confronti è stato disposto anche il congelamento dei beni fino alla concorrenza dell’importo contestato.
Secondo l’accusa, le indagini del nucleo specializzato nei reati economico-finanziari erano iniziate diversi anni fa, concentrandosi sull’attività dei ristoranti gestiti da Napolitano in particolare a Gzira e St. Julian’s. Gli investigatori avrebbero rilevato un numero anomalo di operazioni annullate e stornate nei registratori di cassa degli esercizi commerciali.
Gli accertamenti avrebbero portato alla luce circa 238mila euro di operazioni cancellate tra gennaio 2020 e agosto 2021, oltre ad altri 54mila euro di transazioni successivamente annullate. Per il ristorante di St. Julian’s sarebbero inoltre emerse movimentazioni finanziarie ritenute sospette per circa 1,6 milioni di euro.
Le autorità contestano inoltre a Napolitano di aver lasciato Malta senza regolarizzare la propria posizione fiscale, accumulando debiti tributari superiori ai due milioni di euro. Secondo la ricostruzione dell’accusa, il ristoratore aveva nel frattempo lasciato il Paese per stabilirsi a Napoli, dove aveva finora gestito un altro ristorante. È stato quindi emesso un mandato d’arresto europeo, successivamente confermato dalla magistratura italiana che, nonostante l’opposizione della difesa, lo ha arrestato e trasferito a Malta per il procedimento penale.
La difesa ha sostenuto che l’imputato non era da ritenersi un latitante, tanto che da mesi aveva avviato trattative con l’amministrazione fiscale con l’intenzione di regolarizzare la propria posizione attraverso la controversa normativa che, dallo scorso anno, in determinate circostanze, consente la definizione in sede extragiudiziale di alcuni reati tributari. L’accusa si è però opposta alla concessione della libertà provvisoria puntando sul rischio di fuga, avvalorato dal fatto che Napolitano era assente da Malta da un anno e mezzo circa.
Il tribunale ha accolto le richieste dell’accusa, disponendo la custodia cautelare e il congelamento dei beni dell’imputato per un valore pari a circa 2,3 milioni di euro, mentre proseguono le indagini sul presunto sistema di frode fiscale e riciclaggio.
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