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Inaugurazione Fondazione Falcone a Malta, «Qui possiamo prevenire ed evitare ciò che è accaduto in Italia»

Forte l’appello del Presidente di Malta che davanti alla folta platea presente a Siggiewi ha ricordato quanto sia importante combattere, insieme, ad ogni livello, corruzione, criminalità organizzata e abuso di potere, agendo in prima linea per cambiare la società

di Redazione
11 Novembre 2024
in Temi Caldi
Tempo di lettura:5 mins read
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Bagno di folla ieri sera a Siggiewi dove, in pieno centro storico, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione della Fondazione Falcone a Malta, la prima “succursale” internazionale della sede di Palermo che sarà rappresentata sul territorio dal notaio Robert Aquilina insieme a Vincenzo Di Fresco e Alessandro de Lisi, con il supporto del Professore Valerio Vallefuoco, esperto internazionale di antiriciclaggio e brand ambassador della fondazione e del museo.

L’inaugurazione è stata presieduta dal Presidente della Repubblica di Malta, Myriam Spiteri Debono, insieme a Maria Falcone, Presidente della Fondazione, alla presenza di giovani, rappresentanti della comunità, delegazioni diplomatiche e alte autorità religiose.

copyright corrieredimalta.com © riproduzione riservata

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L’incontro si è aperto con un filmato che ha ripercorso le stragi di Capaci e di via D’Amelio in cui nel 1992 morirono i magistrati antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino segnando due dei momenti più bui della storia italiana, e poi l’autobomba che nell’ottobre 2017 scosse Malta spazzando via per sempre la vita della giornalista Daphne Caruana Galizia.

credits: Terry Caselli Photography

Robert Aquilina ha spiegato che la scelta di portare la Fondazione Falcone sull’isola rappresenta un simbolo nonchè una promessa di rinnovamento morale per Malta, soprattutto in seguito alla tragica morte di Caruana Galizia. Attraverso un discorso intenso, ha ricordato l’orrore di quel giorno a Bidnija, paragonando l’assassinio della giornalista all’uccisione di Falcone e Borsellino per mano di Cosa Nostra. Episodi distanti solo apparentemente, che oggi si collegano in un’eredità comune di lotta per la verità e contro il crimine organizzato.

Aquilina ha ricordato il primo incontro con Alessandro de Lisi della Fondazione Falcone e la successiva collaborazione, un legame nato dalle similitudini tra le sfide affrontate dai maltesi e quelle vissute trentadue anni fa dagli italiani. Ha descritto la determinazione della professoressa Maria Falcone, sorella di Giovanni, nel portare avanti la missione del fratello per la giustizia, la legalità e la cultura civica, valori essenziali che la Fondazione si impegna a diffondere ora anche a Malta.

«Da questa sede vogliamo fare ciò che la Fondazione Falcone fa già in Italia. Dobbiamo creare una cultura della legalità e della giustizia, una cultura che respinga la malvagità» ha detto Aquilina, sottolineando che questo cambiamento richiede il sostegno attivo dello Stato maltese. In Italia, ha ricordato, le iniziative della Fondazione Falcone vedono il coinvolgimento delle istituzioni a tutti i livelli, un impegno che spera di vedere anche in Malta, per una collaborazione diretta e capillare.

credits: Terry Caselli Photography

Durante il discorso, Aquilina ha rivolto un sentito ringraziamento al Presidente della Repubblica di Malta, Spiteri Debono, la cui presenza ha rappresentato «un segnale di ottimo auspicio per il futuro del Paese». Riconoscendo la «rilevanza storica» del supporto del Capo dello Stato mostrato per l’occasione, ha espresso gratitudine e speranza che questo esempio ispiri una solidarietà nazionale basata su valori di giustizia e democrazia.

L’impegno della Fondazione Falcone a Malta sarà volto a celebrare gli “eroi della giustizia”, persone come Daphne Caruana Galizia, giudici e magistrati che hanno difeso la verità, ma anche comuni cittadini che scelgono di non distogliere lo sguardo di fronte alle ingiustizie, contro la cultura dell’omertà che spesso si cela dietro il “falso patriottismo”.

Robert Aquilina ha infine ringraziato la Fondazione Falcone e in particolare Maria Falcone e Vincenzo di Fresco per il loro incondizionato sostegno e la vicinanza mostrata anche alla famiglia di Caruana Galizia, presente all’evento.

Nel suo discorso, il Presidente della Repubblica di Malta, Myriam Spiteri Debono, ha sottolineato quanto sia importante richiamare l’attenzione sui principi della giustizia e della democrazia, rimarcando l’obiettivo principale della fondazione: instillare nei giovani una cultura basata sul rispetto dei diritti umani individuali e collettivi. Un impegno costante, che richiede la partecipazione dell’intera società per superare sfide complesse, per contrastare gli abusi di potere che minano l’integrità delle persone e la pace.

credits: Terry Caselli Photography

Ricordando Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Daphne Caruana Galizia che hanno pagato con la vita la dura lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione, insieme alla lunga lista di giornalisti uccisi nel corso degli anni per combattere lo stesso “mostro”, Spiteri Debono ha citato le ultime parole scritte da Caruana Galizia sul suo blog prima che venisse assassinata: «La situazione è disperata; ci sono criminali ovunque». Da qui lo spunto per rivolgere un accorato appello alla società maltese a non restare inerme, a “svegliarsi” ed agire per cambiare le cose.

«Giovanni Falcone aveva ragione», prosegue il Presidente, poiché la “piaga” della criminalità organizzata e della corruzione trascende i confini nazionali, nessun Paese ne è escluso, contamina ogni livello della società, dalla politica ai media, minando i diritti fondamentali di ogni democrazia, la giustizia e l’uguaglianza. Dopo l’omicidio di Caruana Galizia «tutti gli strumenti della democrazia si sono messi in moto – ha affermato Spiteri Debono – ma se le raccomandazioni che ne sono scaturite non vengono attuate, rimangono solo “lettere morte”».

credits: Terry Caselli Photography

Il Presidente della Repubblica ha concluso il suo intervento con un messaggio di speranza, auspicando che l’inaugurazione della sede della Fondazione Falcone a Malta non solo renda omaggio alla memoria di Falcone, Borsellino e Caruana Galizia, ma ispiri un rinnovato impegno per la giustizia e per il benessere di una società libera dalla corruzione e dalla criminalità, seppur consapevole che si tratti di «un percorso tortuoso, una lotta continua e senza tregua».

«Tutte le altre vittime delle mafie meritano il nostro impegno nel tenere viva la loro memoria, lavorando per rafforzare i principi di giustizia per tutti» ha dichiarato Spiteri Debono, aggiungendo che questo tributo è più significativo di qualsiasi monumento, perché «hanno bisogno di molto più che di una commemorazione».

La Presidente della Fondazione Falcone, Maria Falcone, ha ricordato ciò che il fratello raccontava tra le mura di casa, ovvero che la mafia sarebbe stata vinta solo quando la società sarebbe cambiata, quando attraverso un salto generazionale si fosse creata una schiera di giovani forgiati su determinati valori che sarebbero stati in grado di continuare il lavoro che i magistrati uccisi dalla mafia avevano già compiuto.

credits: Terry Caselli Photography

Giovanni Falcone era talmente convinto di questo che, durante un’intervista, in una fase tristissima della sua vita, consapevole che sarebbe morto di lì a poco dopo le rivelazioni di Tommaso Buscetta, a un giornalista disse: «Non mi fermerò. Non si preoccupi perché dopo di me altri magistrati continueranno il mio lavoro». E così è stato.

Questo, spiega Falcone, è accaduto perché gli altri magistrati sono stati stimolati dalla società civile che li ha supportati e aiutati in questi anni a portare avanti il lavoro. «Ecco perché parlando con Aquilina avevamo capito quanto fosse importante creare a Malta una società civile attiva e attenta, che potesse supportare quelli che vogliono veramente combattere le mafie. Una società che sia più che altro formata da giovani, perché loro devono essere educati in quelli che sono i valori essenziali della democrazia, gli stessi in cui credeva Giovanni Falcone come uomo e non solo come magistrato antimafia, primi tra tutti libertà e uguaglianza».

credits: Terry Caselli Photography

L’idea di creare la prima “succursale” della Fondazione Falcone a Malta – spiega Maria Falcone – è nata sia per la vicinanza geografica tra i due Paesi sia perché in questo Paese si può prevenire ed evitare quanto accaduto in Italia. «Noi ci abbiamo pensato in ritardo, la nostra politica non ha fatto niente, nel frattempo la mafia ha falcidiato una quantità enorme di persone, magistrati, giornalisti. Evitiamo questo, educando i giovani». Falcone ha concluso l’intervento ringraziando Robert Aquilina «per avermi voluto qua» e il Presidente Spiteri Debono «che come politica sta dimostrando di essere qua».

La cerimonia si è conclusa con l’inaugurazione ufficiale della sede benedetta da Monsignor Paul Carmel Vella e dedicata alla memoria di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Daphne Caruana Galizia e di tutte le vittime della criminalità organizzata, un gesto significativo per mantenere viva la loro eredità e rafforzare il proposito di impedire future tragedie attraverso l’impegno collettivo per una società più giusta e consapevole.

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(photo credits: Terry Caselli Photography)

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