Avevano vandalizzato quattro auto parcheggiate in una strada di Swieqi, per poi essere rintracciati e arrestati poche ore dopo all’aeroporto, mentre si preparavano a lasciare l’arcipelago.
Così due studenti italiani, Francesco Paoli, 18 anni, e un diciassettenne la cui identità non può essere resa nota a causa della minore età, sono comparsi sabato in tribunale, dove hanno ammesso le accuse a loro carico e sono stati condannati in merito ai fatti risalenti alla notte del 20 agosto.
I due facevano parte di un gruppetto di giovani beccato a danneggiare delle vetture in sosta lungo Triq l-Ilqugh, intorno alle cinque del mattino. Le indagini, avviate dopo le segnalazioni dei proprietari dei mezzi, hanno consentito alla polizia di ricostruire rapidamente quanto accaduto attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e a risalire all’alloggio dove la combriccola, composta complessivamente da sei giovani, aveva fatto ritorno dopo l’episodio. Quando è emerso che tutti erano in procinto di partire quella stessa sera, sono scattati i provvedimenti di arresto, e sono stati fermati all’aeroporto.
Ai due giovani ritenuti poi gli effettivi responsabili dei fatti, sono stati contestati danni ingenti a due Mercedes e a una Fiat, oltre a quelli di minore entità a una seconda Fiat, disturbo della quiete pubblica e ubriachezza in luogo pubblico.
La posizione del minorenne comprendeva ulteriori contestazioni poiché, secondo l’accusa, si sarebbe coperto il volto con la maglietta e con un casco prelevato da una motocicletta, per cercare di non essere identificato dalle telecamere.
Nel corso degli interrogatori, Paoli ha collaborato con gli investigatori, mentre il diciassettenne si è avvalso della facoltà di non rispondere. Davanti al giudice, tuttavia, entrambi hanno ammesso le rispettive responsabilità manifestando pentimento per le azioni compiute e, attraverso i legali difensori, hanno rivolto “scuse senza riserve” ai proprietari dei veicoli e alla comunità di Swieqi. Hanno anche dichiarato di essere disposti a risarcire immediatamente l’intero ammontare dei danni, quantificato in 2.021 euro.
La collaborazione prestata dal diciottenne, l’ammissione delle accuse e la giovane età dei due imputati sono stati tra gli elementi valutati nella definizione del caso. Il tribunale ha quindi pronunciato le condanne, rispettivamente a dieci mesi di reclusione per Paoli e a otto per il minorenne, entrambe sospese per due anni.
(in copertina: frame video Facebook / Jordan Galea Pace)
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