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Fine dell’incubo per l’autista di scuolabus assolto dall’accusa di molestie sessuali su bambino di sei anni

Un’accusa infamante arrivata proprio da uno dei suoi “piccoli” passeggeri, la cui versione dei fatti è però risultata contraddittoria e poco credibile in tribunale

di Stefano Andrea Pozzo
10 Aprile 2025
in Giudiziaria
Tempo di lettura:2 mins read
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È stato assolto a pieno titolo l’autista di uno scuolabus di origini indiane e residente a Mgarr, accusato di aver molestato un bambino di sei anni il cui nome — come quello dell’imputato e dell’istituto scolastico — resta coperto da anonimato per ordine del tribunale.

Ad accusarlo è stato proprio il “piccolo passeggero” che all’epoca dei fatti (giugno 2023) utilizzava il servizio di trasporto scolastico ed aveva raccontato che, dopo una lite con un compagno, era stato costretto a sedersi nella parte anteriore del pullmino, dove sarebbe stato infastidito dal conducente, che gli avrebbe toccato la nuca e le parti intime.

La presunta vittima ha menzionato presunti episodi simili che avrebbero coinvolto altri alunni, senza però trovare mai conferma e, durante il processo, sono inoltre emerse numerose incongruenze nella sua testimonianza a differenza di quella fornita dall’imputato, risultata imvece sempre dettagliata e coerente.

Sostenendo da sempre la propria innocenza, l’uomo, laureato in Finanza e trasferitosi a Malta nel 2018 per lavorare come autista, ha descritto il bambino come un soggetto particolarmente aggressivo, spesso al centro di litigi con insulti e gesti offensivi rivolti sia agli altri bambini che agli adulti, alcuni dei quali sarebbero stati ripresi dallo stesso imputato col proprio telefonino.

Dello stesso avviso anche il nuovo autista dello scuolabus, presente in quei giorni per familiarizzare con il percorso e sostituire il collega, il quale ha descritto il bambino come il più problematico del gruppo. A detta dell’imputato, le reazioni dei genitori di fronte alle segnalazioni dei comportamenti del figlio sarebbero state “fredde” e condizionate da pregiudizi legati alla sua nazionalità e orientamento religioso.

Le ricostruzioni hanno portato a galla anche una grave mancanza di controlli a bordo del pulmino, con la gestione degli alunni che sarebbe stata completamente affidata al solo conducente, senza alcuna supervisione da parte della scuola. Una situazione definita pericolosa ed inaccettabile dal tribunale, che ha sottolineando come l’autista dovrebbe occuparsi unicamente della guida, non della disciplina dei passeggeri.

Alla luce degli elementi raccolti, il tribunale ha assolto l’imputato da ogni accusa, supportato da una versione dei fatti più solida e credibile di quella del bambino, giudicato invece contraddittorio e poco affidabile. Inoltre, nessun contenuto compromettente è stato rinvenuto sui dispositivi elettronici dell’uomo, la cui vita secondo la corte «è stata resa un inferno» dalle dichiarazioni del minore e dal dovere gestire da solo un contesto caotico e fuori controllo.

(immagine di repertorio)

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Tags: molestieScuolabusTribunale
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