Cinque mesi di carcere per aver violato le condizioni della libertà su cauzione. È la pena inflitta a Jeffrey Cassar, 42 anni, uno dei cittadini maltesi identificati dalle autorità in relazione a quanto avvenuto due settimane fa lungo il litorale di Santa Croce Camerina, nel Ragusano, dove da un motoscafo in panne sarebbero stati gettati in mare pacchi sigillati contenenti banconote per un valore complessivo di circa 700mila euro.
La sentenza, emessa la settimana scorsa e riportata da Times of Malta, non riguarda tuttavia il denaro finito in mare né attribuisce a Cassar responsabilità per quell’episodio. L’uomo è stato giudicato per la violazione delle prescrizioni alle quali era sottoposto mentre si trovava già in libertà su cauzione e che ha comportato anche la confisca di circa 3mila euro versati a titolo di garanzia personale nell’ambito di due distinti procedimenti a suo carico. Secondo quanto riferito dal suo avvocato, la sentenza sarà impugnata.
Lo scorso 29 luglio, Cassar si trovava a bordo di un motoscafo partito da Malta e diretto in Sicilia che, stando a quanto ricostruito finora, ha avuto un’avaria al motore dopo aver presumibilmente esaurito il carburante mentre si trovava a breve distanza dalla spiaggia di Casuzze. Con lui, a bordo del mezzo, oltre al figlio tredicenne, vi erano altri due uomini: Sage Gauci (27enne di Valletta) e Owen Jones (45enne di Qormi), indicato come proprietario dell’imbarcazione. Quest’ultimo, attraverso il suo legale, ha poi preso le distanze dalla vicenda, precisando di non poter confermare se si trovasse in Sicilia quel giorno.
Mentre una motovedetta della Guardia Costiera raggiungeva il motoscafo, alcune borse contenenti il denaro sarebbero state gettate in mare raggiungendo la costa, dove sono state recuperate con l’aiuto di alcuni bagnanti che hanno assistito alla scena e allertato le autorità, insospettiti dalla presenza di un’imbarcazione in panne.
Cassar è successivamente rientrato a Malta, mentre il figlio minorenne sarebbe rimasto per un periodo sotto la custodia delle autorità italiane. Anche Gauci e Jones sono stati identificati e interrogati in relazione alla vicenda, e poi rilasciati. Il ruolo dei tre uomini e la provenienza del denaro restano però al centro degli accertamenti della Procura di Ragusa. Cassar, attraverso il proprio legale, ha negato qualsiasi coinvolgimento nel fatto.
La nuova condanna per il 42enne si inserisce in un variopinto trascorso giudiziario segnato da procedimenti per reati che vanno dalla frode al traffico di droga, dal furto al riciclaggio di denaro, oltre alla violazione delle condizioni imposte dal tribunale per la libertà su cauzione, come in questo caso.
(photo credits: Franco Assenza, Facebook)
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