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Tribunale respinge la causa per violazione dei diritti intentata dal fuggitivo Jomic Calleja Maatouk

Il trentottenne, presente nella lista dei latitanti più ricercati d’Europa, è stato condannato al carcere nel luglio scorso per aver tentato di importare esplosivi militari acquistati sul dark web

di Federico Valletta
13 Febbraio 2024
in Giudiziaria
Tempo di lettura:2 mins read
0

Il Tribunale ha respinto la causa per violazione dei diritti presentata da Jomic Calleja Maatouk, condannato nel luglio scorso a 5 anni di carcere per aver acquistato sul dark web del C4, potente esplosivo al plastico utilizzato in campo militare, oltre ad aver tentato di comprare sostanze vietate come ricina, Fentanyl e il terribile polonio 210, elemento radioattivo presente anche in natura.

Dopo la condanna, i legali difensori dell’uomo hanno tentato di alleggerire la sua posizione facendo leva sulla segretezza delle fonti che hanno portato la polizia a scoprire gli acquisti illegali dell’imputato. Trattandosi di operazioni di intelligence in concerto con le autorità statunitensi, gli ufficiali non poterono rivelare neanche in Tribunale tutti i dettagli delle indagini. E tanto è bastato agli avvocati di Calleja Maatouk per decidere di tentare il “colpaccio”, facendo invalidare la condanna.

Nel frattempo il 38enne si è dato alla fuga e tuttora risulta latitante assieme alla moglie Marzia Marimar Calleja Maatouk, 24 anni, a sua volta condannata al carcere per possesso di droga ai fini di spaccio. Entrambi figurano ancora nella lista delle persone più ricercate dall’Europol.

Gli sforzi dei legali del fuggitivo si sono però vanificati in tribunale nell’udienza di lunedì, quando il magistrato ha affermato che la divulgazione parziale dei dettagli delle indagini non costituisce alcuna violazione dei diritti dell’imputato, e tantomeno può essere considerata una linea difensiva accettabile.

Pertanto, Calleja Maatouk dovrà scontare la pena detentiva. Sempre che le autorità europee riescano a riacciuffare lui e sua moglie.

Ma come ha fatto a scappare nonostante una condanna per accuse tanto gravi? Malgrado la pericolosità oggettiva del soggetto, definito dal magistrato «un’arma letale pronta a colpire in ogni occasione», il 38enne aveva potuto godere della libertà su cauzione, in attesa della sentenza di appello alla quale si era rivolto contestando la condanna. Nonostante rigorose condizioni imposte dal tribunale, come l’obbligo di firma, Calleja Maatouk e consorte sono riusciti a darsi alla macchia, scomparendo dai radar di tutta Europa.

 

(nell’immagine, la scheda di Jomic Calleja Maatouk diffusa lo scorso anno dall’Europol)
Tags: C4dark webEuropolFentanylJomic Calleja MaatoukMarzia Maatoukmarzia marimar calleja maatoukricinaTribunale
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