Ha ignorato l’alt della polizia, sfrecciando lungo Triq Aldo Moro a circa 140 chilometri orari nonostante fosse pesantemente ubriaco. Una corsa a folle velocità terminata poche ore più tardi, quando sono scattate le manette per Jesmond Portelli, operaio edile 41enne di Msida.
In tribunale, l’uomo si è dichiarato colpevole di una lunga serie di contestazioni a suo carico: guida pericolosa e in stato di ebbrezza, resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo di un’arma, oltre a lesioni lievi, insulti e disturbo della quiete pubblica in relazione a una lite avvenuta poco prima a Zabbar.
Secondo quanto emerso in aula, la vicenda risale alla notte del 17 maggio, quando una pattuglia della polizia impegnata in un controllo di routine lungo Triq Aldo Moro, a Marsa, ha notato una BMW sopraggiungere alle proprie spalle a velocità eccessiva.
Gli agenti hanno attivato lampeggianti e sirena intimando al conducente di fermarsi, ma Portelli avrebbe invece accelerato ulteriormente, arrivando – secondo la ricostruzione dell’accusa – a toccare i 140 chilometri orari e a rivolgere persino un gesto offensivo ai poliziotti mentre li sorpassava.
La pattuglia ha inizialmente tentato di inseguire l’auto, salvo poi interrompere la corsa per evitare di mettere ulteriormente in pericolo automobilisti e pedoni ma, successivamente, attraverso la targa del veicolo, gli inquirenti sono riusciti a risalire al proprietario e a rintracciare l’auto fuori dall’abitazione dell’imputato a Msida, dove è scattato l’arresto. Il test dell’etilometro ha evidenziato un tasso alcolemico di circa sei volte oltre il limite consentito dalla legge.
Le indagini hanno inoltre collegato Portelli a una lite sfociata in rissa, avvenuta poco prima a Zabbar. A confermarlo ci sarebbero le immagini delle telecamere di sorveglianza che lo avrebbero ripreso durante l’alterco, nel quale un uomo sarebbe rimasto lievemente ferito. Secondo quanto riferito in aula, l’imputato si sarebbe allontanato dalla zona subito dopo la rissa, circostanza che spiegherebbe anche il motivo della fuga davanti alla polizia.
Portelli ha scelto di dichiararsi colpevole di tutti i capi d’accusa e il tribunale lo ha condannato al pagamento di una multa da 6.500 euro, da saldare nell’arco di tre anni, disponendo inoltre la sospensione della patente per un anno e la confisca dell’arma sequestrata.
(immagine di archivio, credits: Terry Caselli Photography)
Il Corriere di Malta è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale e rimanere sempre aggiornato



















