Dopo quasi quarant’anni di presenza sull’arcipelago, la multinazionale svizzera Carlo Gavazzi Limited ha annunciato la progressiva chiusura del sito produttivo di Bulebel, con il conseguente trasferimento della produzione in Messico e Cina. La notizia, comunicata ieri, rappresenta un duro colpo per il settore manifatturiero maltese e mette a rischio il futuro di circa 140 dipendenti.
Secondo il comunicato ufficiale del gruppo, la decisione rientra in un piano globale di ristrutturazione e regionalizzazione delle attività, motivato da una combinazione di fattori: l’aumento dei costi internazionali, dazi e tariffe più rigidi, pressioni sulle catene di approvvigionamento, nuovi requisiti ESG e una crescente competizione per la manodopera qualificata sul mercato locale.
«Affrontiamo questo processo con rispetto e trasparenza, con la priorità di garantire supporto ai lavoratori e agli stakeholder coinvolti», ha dichiarato l’amministratore delegato del gruppo, sottolineando che la gamma di prodotti non sarà intaccata e continuerà a essere fabbricata in altri stabilimenti del network globale.
Il Ministero dell’Economia ha espresso «profonda preoccupazione» per i lavoratori e le loro famiglie, «dipendenti che hanno contribuito con impegno al successo dell’azienda a Malta per molti anni», assicurando che, ora, la priorità immediata del governo è la loro tutela.
Ha inoltre confermato che sono già stati avviati colloqui con l’azienda e con i rappresentanti dei lavoratori per definire un piano di sostegno: «Vogliamo garantire che ciascun dipendente riceva pieno supporto, dall’assistenza nel trovare un nuovo impiego all’accesso a programmi di formazione e riqualificazione professionale».
Il Ministero ha inoltre ricordato che il mercato del lavoro maltese rimane solido, con una forte richiesta di personale qualificato, e ha ribadito l’impegno dell’esecutivo a collaborare con le imprese per creare nuove opportunità.
La chiusura dello stabilimento Carlo Gavazzi a Malta segna la fine di una presenza che ha segnato un’epoca per il settore manifatturiero locale. Nato nel 1988, il sito di Bulebel era cresciuto da semplice sede di assemblaggio a centro produttivo e di ricerca e sviluppo con mercati in tutto il mondo.
La sua chiusura segna quindi la fine di un capitolo importante per l’economia maltese. Mentre l’azienda guarda a una maggiore efficienza globale, sull’arcipelago resta l’urgenza di gestire una transizione che, per centinaia di famiglie, è tutt’altro che indolore.
(photo credits: Google Maps)
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