• Ultime
  • Più lette
Diritto alla disconnessione: il maltese Saliba “padre” della legge che tutela i lavoratori a distanza

Diritto alla disconnessione: il maltese Saliba “padre” della legge che tutela i lavoratori a distanza

7 Aprile 2021
15 chili di cocaina nascosti nel Suv sbarcato dal catamarano

Cocaina nascosta nel Suv sbarcato dal catamarano: condannato a 17 anni di carcere

18 Febbraio 2026
Pubblicizza la tua attività
ADVERTISEMENT
Truffa dei finti investimenti, sequestrati 1,3 milioni di euro

Truffa dei finti investimenti, sequestrati 1,3 milioni di euro

17 Febbraio 2026
Carnevale 2024: le foto dei carri, delle maschere e degli spettacoli che hanno stregato Valletta

Maltempo frena il Carnevale, annullata la sfilata dei carri allegorici

17 Febbraio 2026
cover Redent Azzopardi

Ricercato dalla polizia per procedimento giudiziario in corso

17 Febbraio 2026
Diplomi al Sant’Anton Palace per cinque cani d’assistenza

Diplomi al Sant’Anton Palace per cinque cani d’assistenza

17 Febbraio 2026
Uomo ferito a St. Paul’s Islands: soccorso in elicottero dalle Forze Armate

Uomo ferito a St. Paul’s Islands: soccorso in elicottero dalle Forze Armate

16 Febbraio 2026
Auto fuori controllo si ribalta ad Attard, donna ricoverata

Auto fuori controllo si ribalta ad Attard, donna ricoverata

16 Febbraio 2026
joey cutajar

Schianto fatale a Gozo, automobilista accusato di omicidio colposo

15 Febbraio 2026
cover victor e fabio grima

[Non più ricercati] Ricercato un individuo per un procedimento giudiziario in corso

15 Febbraio 2026
Schianto nella notte a San Gwann, 39enne in condizioni critiche

Schianto nella notte a San Gwann, 39enne in condizioni critiche

14 Febbraio 2026
Rissa in strada a Gzira, ventenne accusato di tentato omicidio resta in carcere

Rissa in strada a Gzira, ventenne accusato di tentato omicidio resta in carcere

14 Febbraio 2026
Arrestati due giovani maltesi per aver fatto volare un drone sul Colosseo

Droni per trasportare farmaci tra Malta e Gozo: verso una nuova rete “salvavita” tra ospedali

14 Febbraio 2026
  • Pubblicità
  • Contatto
  • Collabora con noi
Retail

Il quotidiano online della comunità italiana a Malta

mercoledì 18 Febbraio
16 °c
Valletta
Newsletter
Pubblicità
  • Attualità
    • Ambiente
    • Coronavirus
    • News
    • Temi Caldi
    • Unione Europea
  • Cronaca
    • Daphne Caruana Galizia
    • Nera
    • Giudiziaria
  • Politica
    • Nazionale
    • Europea
  • Economia
    • Finanza
    • Gaming
    • Immobiliare
    • Imprese
    • Lavoro
    • Statistiche
  • Food
  • Rubriche
    • Editoriali
    • Inchieste
    • Interviste
    • Lettere
    • Personaggi e Storie
    • Sondaggi
    • L’Avvocato risponde
  • Vita a Malta
    • Arte
    • Cultura
    • Intrattenimento
    • Meteo
    • Turismo
    • Eventi
  • Sport
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Corriere di Malta
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati

Diritto alla disconnessione: il maltese Saliba “padre” della legge che tutela i lavoratori a distanza

L'eurodeputato Agius Saliba impegnato nella battaglia contro l'invadenza di mail, telefonate e messaggi al di fuori dell'orario stabilito

di Giampiero Moncada
7 Aprile 2021
in Interviste, Nazionale
Tempo di lettura:3 mins read
0

Grazie a un eurodeputato maltese, il laburista Alex Agius Saliba, presto ci saranno in tutt’Europa delle leggi che sanciranno il “diritto alla disconnessione”, ovvero il divieto, per un datore di lavoro, di pretendere che i propri dipendenti siano raggiungibili e operativi fuori dall’orario stabilito. Un problema sempre più frequente da quando, con e-mail e altri strumenti tecnologici, si può tecnicamente lavorare anche da casa propria o mentre ci si trova in vacanza e che è esploso da quando il COVID-19 ha costretto a lavorare da remoto chiunque non fosse obbligato a recarsi fisicamente sul posto di lavoro.

Il Parlamento europeo ha fatto solo il primo passo, approvando lo scorso 20 gennaio una norma con la quale chiede alla Commissione europea di emanare una raccomandazione che, a sua volta, inviterà ciascun Parlamento nazionale a elaborare una propria legge che realizzi questo principio. Quindi, se tutto va bene, ci vorranno almeno due o tre anni prima che questa proposta diventi realtà in almeno alcuni dei Paesi dell’Unione Europea. Nel frattempo, cosa succede? Un impiegato, per esempio, può essere chiamato anche mentre sta cenando con la fidanzata per sentirsi chiedere di inviare urgentemente una mail a un cliente di Hong Kong? O c’è qualche misura di tutela valida già da adesso? Inoltre, la situazione è la stessa in tutta la UE, oppure in alcuni Paesi i lavoratori sono più rispettati che in altri?

Corriere di Malta lo ha chiesto proprio a Saliba, l’autore di questa proposta.

C’è una ragione particolare che ha spinto proprio un deputato maltese a fare questa proposta per tutta l’Unione Europea?
Io ne avevo già parlato in campagna elettorale, ma sappiamo che il problema è generale. In questo momento, un terzo dei lavoratori di tutt’Europa sta lavorando da remoto. Lo ha rilevato una ricerca dell’Ue che ha fotografato una situazione derivante dalla pandemia. Ma, cosa ancora più importante, l’83% degli intervistati ha dichiarato che, lavorando da remoto, risulta impegnato per un maggior numero di ore rispetto a prima.

Ma per chi lavora da remoto le regole del contratto non sono tanto diverse. Se è previsto un orario di lavoro in ufficio, dovrà rispettarlo anche lavorando da casa. È proprio necessario chiarire con una legge specifica che il dipendente può terminare di lavorare dopo aver svolto le sue ore?
C’è una sottile differenza in quanto le leggi sul lavoro regolamentano diritti e doveri compresi tra l’inizio e la fine dell’orario di lavoro, ma non dicono niente rispetto a quello che può succedere dopo. Ecco perché si verificano questi inconvenienti e in qualche caso i Tribunali sono stati chiamati a dirimere questioni poco chiare proprio per la mancanza di norme specifiche. In qualche caso si è persino arrivati ad interpellare la Corte di giustizia europea la quale si è già espressa a proposito di un lavoratore francese che ha dovuto rispondere dal suo cellulare privato a delle chiamate di lavoro. La Francia, poi, ha regolamentato, così come anche l’Italia e la Germania, ma solo a livello aziendale.

È vero che i lavoratori possono rivendicare il proprio diritto alla vita privata, ma a quel punto entra in ballo il potere contrattuale: chi può garantire che, poi, un datore di lavoro non cerchi di liberarsi di un collaboratore poco disponibile a rispondere alle mail o ai whatsapp fuori dall’orario contrattuale?
Questo è proprio il problema che ci siamo posti con la mia proposta in Parlamento. Perché è inutile definire una norma di legge se poi non c’è protezione per i lavoratori. Abbiamo quindi previsto una tutela legale che si basa sull’inversione dell’onere della prova: se un dipendente denuncia una violazione di diritto alla disconnessione, è il datore di lavoro a dovere dimostrare che l’accusa è infondata. Questo per evitare che il lavoratore debba affrontare le procedure complesse che lo scoraggerebbero dal rivendicare un proprio diritto. Inoltre, abbiamo introdotto anche un sistema di arbitraggio, molto più semplice e rapido della giustizia ordinaria. In molti Stati della UE esiste già e abbiamo chiesto di crearlo anche negli altri. Però non possiamo dar vita a un sistema rigido, uguale in tutti i Paesi, perché comunque i sistemi giudiziari sono diversi per ogni Stato.

La sua proposta è stata votata a maggioranza ma non all’unanimità. C’è chi pensa che un’azienda debba sempre potere chiamare un proprio dipendente o aspettarsi una risposta via mail anche la sera tardi o all’alba?
Stiamo importando una cultura del lavoro che è di matrice nipponica. In Giappone si deve “lavorare fino a morire”, ma questo non appartiene alla nostra cultura, occidentale e mediterranea. Alcuni imprenditori dicono che bisogna essere competitivi, ma se questo deve voler dire che i lavoratori non hanno neanche uno spazio privato, e per giunta senza che venga compensato il lavoro extra, la cosa non ha senso. Le aziende chiedono di essere flessibili e nel contempo dichiarano di voler tutelare la salute dei lavoratori, senza però avere delle imposizioni legali. Vogliono quindi realizzare accordi interni alla singola azienda mentre invece noi desideriamo che, in ambito di digitalizzazione, le regole siano chiare per tutti.

Tags: Alex Agius Salibaattualità +Commissione Europeadiritto alla disconnessioneLavorolavoro da remotoUnione Europea
Condividi48Tweet30InviaCondividi8
Articolo precedente

Contrabbando di petrolio: l’ex calciatore Debono torna in libertà

Prossimo articolo

Truffe informatiche via sms: attenti al finto pacco di MaltaPost

Articoli correlati

roderick galdes
Nazionale

Nuovo scossone nel governo Abela, Roderick Galdes si dimette: «Attacchi sincronizzati contro di me e la mia famiglia»

24 Gennaio 2026
Traghetti sotto pressione tra Malta e Gozo: scontro aperto tra governo e opposizione
Attualità

Traghetti sotto pressione tra Malta e Gozo: scontro aperto tra governo e opposizione

4 Gennaio 2026
msida creek
Attualità

Msida, scontro sul cavalcavia. Sindaco e consiglieri PN attaccano Bonett: «Ignora i problemi dei residenti»

1 Novembre 2025
Alex Borg svela le spese della campagna per la corsa alla guida del PN: «Trasparenza prima di tutto»
Nazionale

Alex Borg svela le spese della campagna per la corsa alla guida del PN: «Trasparenza prima di tutto»

1 Novembre 2025

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I agree to the Terms & Conditions and Privacy Policy.

Ricerca

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati

Le rubriche del Corriere

olimpiadi, cerchi olimpici,
Rubriche

La tregua olimpica: lo sport strumento di diplomazia

di Vincenzo Palazzo Bloise
8 Febbraio 2026
0

Nel periodo che ha preceduto ed accompagna i Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, riemerge l'espressione "tregua olimpica". Questa...

Leggi di piùDetails
basilica di san pietro in vaticano

Il Concistoro, cos’è e perché è così importante

18 Gennaio 2026
cover

La guardia svizzera pontificia: una tradizione di esemplare fedeltà al Santo Padre

23 Novembre 2025
Corriere di Malta

Fortissimo Ltd

JB House Floor 1 Room 1
Lewis F. Mizzi Street
Iklin IKL 1061-Malta

Seguici sui social

 

Newsletter

  • Pubblicità
  • Collabora con noi
  • Contatto
  • Privacy Policy

© 2023 Corriere di Malta / Fortissimo Ltd

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Attualità
    • Ambiente
    • Coronavirus
    • News
    • Temi Caldi
    • Unione Europea
  • Cronaca
    • Daphne Caruana Galizia
    • Nera
    • Giudiziaria
  • Politica
    • Nazionale
    • Europea
  • Economia
    • Finanza
    • Gaming
    • Immobiliare
    • Imprese
    • Lavoro
    • Statistiche
  • Food
  • Rubriche
    • Editoriali
    • Inchieste
    • Interviste
    • Lettere
    • Personaggi e Storie
    • Sondaggi
    • L’Avvocato risponde
  • Vita a Malta
    • Arte
    • Cultura
    • Intrattenimento
    • Meteo
    • Turismo
    • Eventi
  • Sport

© 2023 Corriere di Malta / Fortissimo Ltd

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.