In una Piazza Tritoni trasformata per l’occasione in palcoscenico istituzionale, il governo ha presentato ieri sera la nuova strategia di lungo periodo del Paese: Malta Vision 2050. Un piano che, nelle intenzioni dell’esecutivo guidato da Robert Abela, dovrebbe orientare le scelte politiche, economiche e sociali dei prossimi ventiquattro anni, andando oltre l’orizzonte delle singole legislature.
Obiettivo principale, afferma Abela, è creare «Una nazione sicura e resiliente, ispirata dalla sua tradizione e guidata dal progresso, che promuova una sana qualità della vita per tutti».
Secondo quanto illustrato dal Premier, la strategia nasce da un percorso di consultazione e da un lavoro di analisi che ha tenuto conto anche di esperienze internazionali. L’obiettivo dichiarato è dotare Malta di una direzione stabile fino alla metà del secolo, in un contesto globale segnato da cambiamenti rapidi e strutturali. Non più pianificazioni limitate al ciclo elettorale, ma una visione di insieme capace di accompagnare il Paese nel lungo periodo.
Il cuore del piano è una “missione” che parla di una nazione sicura e resiliente, capace di valorizzare la propria identità storica e, al tempo stesso, di puntare sull’innovazione, con un’attenzione esplicita alla qualità della vita. Attorno a questo asse si sviluppano quattro direttrici: crescita sostenibile, servizi pubblici più accessibili, rafforzamento della resilienza — anche attraverso un sistema educativo più moderno — e un utilizzo più attento del territorio e delle risorse marine.

Accanto agli indirizzi generali, la strategia individua tre parametri di riferimento per misurare i progressi. Il primo è l’Indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite, che considera fattori come istruzione, salute e aspettativa di vita: Malta occupa oggi la 24° posizione a livello mondiale e punta a entrare tra i primi 20 entro il 2035, con un ulteriore salto entro il 2050. Il secondo indicatore riguarda il reddito disponibile mediano nell’Unione Europea, cioè quanto effettivamente resta nelle tasche dei cittadini dopo tasse e trasferimenti. Il terzo prende in considerazione il benessere complessivo percepito — dalla salute mentale alla soddisfazione per la vita quotidiana — ambito in cui Malta si colloca già tra i primi dieci Paesi dell’UE.
Il piano si articola in cento interventi, con sei progetti ritenuti centrali: una riorganizzazione del sistema dei trasporti, il potenziamento della sanità, un rafforzamento dell’istruzione e delle competenze per il mercato del lavoro del futuro, la transizione energetica e ambientale, la creazione di nuovi parchi nazionali e un programma di riqualificazione dei porti.
Durante la presentazione, Abela ha insistito sulla necessità di misurare il successo non soltanto in termini di crescita economica, ma anche di impatto concreto sulla vita delle persone. Un cambio di prospettiva che, nelle parole del Premier, dovrebbe accompagnare la prossima fase di sviluppo del Paese. All’evento sono intervenuti anche il ministro dell’Economia, Silvio Schembri, e alcune personalità del mondo sportivo e culturale maltese — dalla calciatrice Haley Bugeja al nuotatore Neil Agius fino alla cantante Ira Losco — coinvolte in una serie di interventi simbolici dedicati ai giovani e alle generazioni future. La realizzazione delle misure sarà seguita attraverso una piattaforma online dedicata. Resta ora la prova dei fatti: trasformare obiettivi di lungo periodo in scelte operative e concrete, risorse stanziate e risultati verificabili nel tempo.
(photo credits: DOI / Kian Bugeja)
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