Doveva essere una semplice seduta di toelettatura, ma si è trasformata in una tragedia costata la vita a un volpino di Pomerania, morto all’interno di un salone per animali dopo essere stato sottoposto a trattamenti inadeguati e manovre completamente errate. Per quei fatti il toelettatore Alejandro Josè Molina Becerra, cittadino colombiano di 30 anni, è stato ora ritenuto responsabile e condannato al pagamento di una multa di 5.000 euro. Assolto invece Soren Nygaard Andersen, indicato come titolare del negozio.
L’episodio risale alla mattina del 4 settembre 2023, quando Keith e Nadia Caruana portarono il loro cane, Prince, nel negozio Petland di Ghaxaq per la toelettatura. Quasi tre ore più tardi, verso mezzogiorno, la donna tornò al negozio dopo aver ricevuto una telefonata che la informava che il cane aveva difficoltà respiratorie. A quel punto, però, era già troppo tardi: Prince giaceva senza vita.
Gli accertamenti successivi chiarirono le cause della morte. Il veterinario ha spiegato che l’animale è deceduto a causa di uno shock ipovolemico, provocato da un forte stress fisiologico: il cuore aveva iniziato a battere rapidamente e l’animale aveva manifestato gravi difficoltà respiratorie, oltre a un’emorragia interna.
A pesare nella decisione della Corte sono state soprattutto le immagini delle telecamere di sorveglianza del negozio. Secondo quanto riferito da un funzionario della direzione per il benessere animale, i filmati mostrerebbero il toelettatore mentre manipola il cane con modalità ritenute inappropriate, nonostante l’animale apparisse inizialmente tranquillo e collaborativo. In alcuni momenti, Prince veniva sollevato o trattenuto con forza, mentre era legato al tavolo di lavoro con un laccio di sicurezza. In altre fasi, sarebbe stato persino lasciato solo, ignorando i chiari segnali di panico e sofferenza mostrati dal povero cane. Le immagini hanno convinto il tribunale che fosse stato utilizzato un livello di forza superiore al necessario.
Durante il processo Molina Becerra ha sostenuto di aver ricevuto titoli e adeguata formazione per svolgere quel tipo di attività e di avere esperienza nella cura degli animali, spiegando di occuparsi quotidianamente di cinque o sei cani. Ha inoltre affermato di aver legato l’animale al tavolo per motivi di sicurezza e di aver cercato di mantenerlo in piedi mentre veniva asciugato.
Il tribunale ha però ritenuto che il comportamento adottato non fosse adeguato alle condizioni dell’animale e che la morte avrebbe potuto essere evitata con una gestione più attenta. Per questo motivo il toelettatore è stato ritenuto responsabile di aver causato il decesso di Prince per negligenza e condannato al pagamento di una multa di 5.000 euro.
Diversa la posizione di Andersen, assolto dalle accuse. Il tribunale ha stabilito che non vi fossero prove sufficienti del suo coinvolgimento diretto: quando arrivò sul posto, il cane era già morto e non è stato dimostrato che l’attività fosse registrata a suo nome.
(immagine di repertorio)
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