È finito in custodia cautelare il 33enne accusato di aver provocato il violentissimo incidente avvenuto mercoledì mattina sul lungomare di Sliema, in cui un uomo di 57 anni, residente a St. Paul’s Bay, ha perso una gamba ed è ora ricoverato in condizioni critiche mentre i medici tentano disperatamente di salvargli anche l’altra.
In tribunale, Ahmed Abdussalam Tarhuni, residente ad Attard, si è dichiarato non colpevole delle numerose accuse contestate, tra cui guida pericolosa e in stato di ebbrezza, lesioni gravissime, guida senza patente né assicurazione, utilizzo irregolare di un veicolo a targa Y e false dichiarazioni fornite alla polizia. Le indagini sarebbero state infatti inizialmente intralciate dall’imputato che avrebbe fornito agli agenti false generalità, accertate poi dal controllo dei documenti.
Secondo quanto ricostruito dall’accusa, l’incidente è avvenuto attorno alle 7:20 del mattino lungo Triq ix-Xatt, dove una volante impegnata in un regolare pattugliamento si è trovata davanti a una scena devastante: un’auto adibita al trasporto passeggeri aveva centrato in pieno un furgone in sosta lungo la carreggiata, falciando il lavoratore impegnato nelle operazioni di scarico merce sul retro del mezzo.
L’uomo, rimasto incastrato tra i due veicoli, è stato soccorso sul posto da un’équipe medica prima del trasferimento d’urgenza all’ospedale Mater Dei, dove i medici hanno dovuto amputargli una gamba. Al momento dell’udienza, i chirurghi stavano ancora tentando di salvargli l’altro arto.
Subito dopo l’impatto, gli investigatori hanno sottoposto Tarhuni all’alcoltest il cui risultato ha dato esito positivo. È bene ricordare che le leggi locali impongono tolleranza zero al consumo di alcol da parte di conducenti di vetture con targhe y, utilizzate per il trasporto pubblico e servizi di ride hailing.
Determinanti, secondo la procura, anche le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, che avrebbero ripreso l’intera dinamica dell’incidente. Sostenendo perciò che i filmati e le prove principali fossero già stati acquisiti, e che quindi non sussistesse il rischio di inquinamento probatorio, la difesa ha chiesto la libertà su cauzione per Tarhuni, evidenziando inoltre i legami familiari del 33enne sul territorio e la richiesta di asilo, ancora pendente, che aveva presentato.
La procura si è però opposta alla richiesta, sottolineando la gravità dell’incidente, lo stato di ebbrezza dell’imputato, le false generalità inizialmente fornite agli agenti e il rischio di fuga, aggravato dall’assenza di un permesso di soggiorno valido. Il tribunale, ascoltate le tesi, ha infine accolto le obiezioni dell’accusa e disposto la custodia cautelare in carcere per Tarhuni.
(photo credits: Malta Police Force)
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