Il procedimento penale a carico di Christian Borg è stato formalmente archiviato. L’imprenditore, ben noto alle cronache locali, imputato con cinque sue società per frode ed evasione fiscale e riciclaggio di denaro, se l’è cavata dopo aver raggiunto un accordo con le autorità fiscali ai sensi della legge introdotta dal governo laburista nell’agosto del 2025 che consente di estinguere accuse penali in materia tributaria attraverso un accordo amministrativo con il Commissario per le imposte.
Il tribunale ha così disposto l’archiviazione del procedimento e revocato tutti i sequestri preventivi sui beni di Borg e quelli delle società a lui riconducibili: Princess Construction Ltd, Princess Holdings Ltd, Princess Operations Ltd, Zing Rental Ltd e No Deposit Cars Ltd. Il procedimento andrà invece avanti, in udienza separata, a carico della coimputata Monique Mizzi e della società Lion Funding Ltd: la giovane donna avrebbe già raggiunto lunedì un accordo per il pagamento di una sanzione amministrativa di un milione di euro sull’intera somma contestata, ma la posizione giudiziaria non è ancora formalmente chiusa.
Per la precisione, Borg e le sue aziende erano accusati di evasione fiscale e IVA, false dichiarazioni al fisco, falso in bilancio, indebita percezione ai danni dello Stato e altri reati legati alla frode. La vicenda era emersa al culmine di un’indagine condotta dal Fisco dopo che l’individuo avrebbe presentato fatture per centinaia di migliaia di euro, chiedendo il rimborso dell’IVA poiché erano state classificate come spese.
Il meccanismo è al centro di un dibattito attivo e contestato da più fronti. Il disegno di legge 142 era stato presentato in parlamento e approvato in soli dodici giorni nell’agosto scorso, nella stessa tornata in cui venivano depositati anche i controversi Bills 143 e 144 con cui il governo intendeva riformare le normative sull’urbanistica, provvedimenti che avevano spinto la gente a scendere in piazza in segno di protesta.
La legge prevede che chi è accusato di reati fiscali possa raggiungere un accordo con le autorità tributarie, versando le imposte dovute più una penale progressiva del 15, 20 o 25 per cento a seconda dell’importo evaso, ottenendo in cambio l’estinzione di tutte le accuse penali collegate, comprese quelle di riciclaggio di denaro e frode. Non è richiesto il consenso della procura.
Il caso Borg non sembra però essere l’unico procedimento di rilievo a essersi già concluso in questo modo. In precedenza, avrebbero beneficiato dello stesso meccanismo anche l’avvocato Aron Mifsud Bonnici, ex consulente dell’ex ministro Konrad Mizzi e imputato in un caso da 1,6 milioni, e i commercialisti Nigel e Mikaela Scerri, accusati di aver occultato 1,5 milioni di euro. Complessivamente, secondo i dati forniti lo scorso mese dal ministro delle Finanze Clyde Caruana in risposta a un’interrogazione parlamentare posta dal deputato Graham Bencini, sono undici gli accordi siglati finora da 16 distinti contribuenti nell’ambito della nuova legge, che produrranno un gettito fiscale di oltre 34,2 milioni di euro tra imposte e sanzioni.
La vicenda assume una valenza politica specifica per via dei legami documentati tra Christian Borg e il premier Robert Abela. Prima di diventare capo del governo, Abela era il consulente legale di Borg; secondo quanto riportato dal Times of Malta, nel 2018 aveva anche beneficiato economicamente di un’operazione immobiliare che coinvolgeva l’imprenditore. L’opposizione e alcune organizzazioni della società civile hanno sollevato dubbi sulla coincidenza tra questi legami personali e la tempistica con cui il governo ha introdotto e fatto approvare la legge 142.
La Fondazione Daphne Caruana Galizia l’ha definita «priva di qualsiasi scopo pubblico» e appositamente costruita per agevolare esponenti vicini al Partito di governo, sottolineando che le accuse penali per evasione fiscale sono tra i pochi strumenti disponibili per contrastare la criminalità organizzata a Malta quando mancano altre prove: «Incoraggia la corruzione, la concussione e la criminalità organizzata proteggendo i responsabili dalle sanzioni penali, privando il procuratore capo dell’autonomia».
(immagine di archivio, credits: Facebook)
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