Cinque giovani, tra cui due minorenni, sono comparsi in tribunale con accuse gravissime legate a una presunta violenza sessuale di gruppo consumata in un edificio abbandonato a Marsascala. Gli imputati, tutti cittadini siriani, sono Hussen Haj Hebbo, 18 anni, Mohamed Alrmo Hamdo, 18, e Redwan Alhaj Hamo Albashar Ibrahim, 20, insieme a due ragazzi di 16 e 17 anni, i cui nomi non possono essere resi pubblici per disposizione del tribunale. Tutti si sono dichiarati non colpevoli.
Secondo la ricostruzione emersa in aula, la vittima aveva accettato di incontrare un uomo conosciuto online e un taxi l’avrebbe condotta all’indirizzo indicato, un immobile che dall’esterno appariva abitato ma che, una volta entrata, si è rivelato privo di elettricità e in stato di abbandono.
La situazione sarebbe rapidamente degenerata appena messo piede nell’edificio. Nel tentativo di allontanarsi, la donna sarebbe stata immobilizzata, mentre altri uomini sarebbero comparsi all’improvviso. Uno di loro avrebbe impugnato un’arma, usata per minacciarla e impedirle di reagire. Condotta in un’altra stanza, la vittima sarebbe stata privata dei propri effetti personali, tra cui denaro e oggetti di valore, prima di essere costretta a subire violenze sessuali da parte di due degli imputati, mentre altri avrebbero assistito e ripreso quanto accaduto con dispositivi elettronici.
Dopo gli abusi, la vittima sarebbe stata minacciata e costretta ad attendere alcuni minuti prima di poter lasciare l’edificio, con l’avvertimento che eventuali tentativi di fuga immediata sarebbero stati monitorati. Il giorno successivo ha denunciato l’accaduto. Le indagini hanno trovato riscontri in diversi elementi, tra cui immagini di videosorveglianza che avrebbero permesso di individuare il luogo indicato e identificare tutti i presenti, compreso un quinto individuo che avrebbe svolto il ruolo di “palo” all’esterno. Nel corso dei sopralluoghi, gli investigatori hanno inoltre rinvenuto numerosi contraccettivi, alcuni dei quali ritenuti di uso recente.
Il quadro accusatorio include, oltre alla violenza sessuale, anche sequestro di persona, rapina, produzione illecita di materiale intimo e concorso in reato. Gli inquirenti ritengono che l’episodio possa non essere isolato: si sospetta l’esistenza di ulteriori vittime, con accertamenti ancora in corso. Nessuna richiesta di libertà su cauzione è stata avanzata dalla difesa nella fase iniziale del procedimento.
(immagine di repertorio)
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