Nuovi dettagli nel procedimento relativo all’incidente stradale avvenuto a inizio mese sul lungomare di Sliema, nel quale un uomo di 57 anni ha perso una gamba dopo essere rimasto intrappolato tra due veicoli. Durante la fase istruttoria è emerso che l’imputato, Ahmed Abdussalam Tarhuni, 33 anni, possedeva una patente maltese nonostante, secondo quanto riferito in aula, fosse sprovvisto di un valido permesso di soggiorno nel Paese.
Numerose le accuse contestate, tra cui guida pericolosa, in stato di ebbrezza e senza assicurazione, lesioni gravissime, utilizzo irregolare di un veicolo a targa Y e false dichiarazioni fornite alla polizia. Le indagini sarebbero state infatti inizialmente intralciate dall’imputato che avrebbe fornito agli agenti false generalità, accertate poi dal controllo dei documenti.
Gli investigatori stanno ora cercando di chiarire come abbia potuto ottenere il documento di guida, risultato validato da Transport Malta nel periodo in cui il 33enne figurava ancora come richiedente asilo e non disponeva di un regolare titolo di soggiorno.
L’incidente è avvenuto attorno alle 7:20 del mattino del 6 maggio scorso lungo Triq ix-Xatt, dove una volante impegnata in un regolare pattugliamento si è trovata davanti a una scena devastante: un’auto adibita al trasporto passeggeri aveva centrato in pieno un furgone in sosta lungo la carreggiata, falciando il lavoratore impegnato nelle operazioni di scarico merce sul retro del mezzo.
L’uomo, rimasto incastrato tra i due veicoli, è stato soccorso sul posto da un’équipe medica prima del trasferimento d’urgenza all’ospedale Mater Dei, dove i medici hanno dovuto amputargli una gamba. Determinante, nei primi minuti dopo lo schianto, l’intervento improvvisato di un collega della vittima, che ha utilizzato cinghie da carico per bloccare l’emorragia in attesa dei soccorsi.
In aula il testimone ha ricostruito quei momenti drammatici. Ha raccontato che il furgone era stato parcheggiato davanti a un supermercato per scaricare alcune casse quando, mentre si trovava all’interno del negozio, ha udito “un boato fortissimo”. Precipitatosi all’esterno, ha trovato il collega riverso a terra in una pozza di sangue, con la parte anteriore dell’auto completamente distrutta dall’impatto.
Secondo la sua testimonianza, il conducente appariva sotto shock e continuava a chiedere se la vittima fosse maltese, mentre alcune persone presenti temevano che potesse allontanarsi dal luogo dell’incidente. L’alcoltest effettuato poco dopo lo schianto ha dato esito positivo, mentre quello antidroga è risultato negativo.
La difesa ha chiesto la libertà su cauzione per Tarhuni, sostenendo che tutte le prove sono già state acquisite dagli investigatori e che l’uomo abbia solidi legami familiari a Malta. Il tribunale dovrà ora decidere sulla richiesta di rilascio.
(photo credits: Malta Police Force)
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