Una giovane donna vissuta circa duemila anni fa tornerà ad avere un volto e un corpo grazie a un ambizioso progetto scientifico promosso da Heritage Malta in collaborazione con la Eden Leisure Foundation. L’iniziativa riguarda uno degli scheletri meglio conservati rinvenuti nelle Catacombe di San Paolo, a Rabat, e punta a realizzare una ricostruzione forense a grandezza naturale che consentirà ai visitatori di conoscere più da vicino una delle persone sepolte nel sito archeologico.
Al centro del progetto c’è il cosiddetto “Skeleton 248”, portato alla luce durante la campagna di scavi condotta tra il 2010 e il 2015. Gli studiosi ritengono che i resti appartengano a una donna di età compresa tra i 19 e i 25 anni, vissuta tra il I e il II secolo d.C., che potrebbe aver sofferto di una patologia degenerativa delle articolazioni.
La ricostruzione si baserà sulle più avanzate tecniche di indagine scientifica. Sono già in corso analisi del DNA antico, datazioni al radiocarbonio e studi isotopici, affiancati da una scansione tridimensionale ad alta risoluzione effettuata dall’Unità per lo sviluppo tecnologico ed esperienziale di Heritage Malta. Questi dati permetteranno di ottenere un quadro il più possibile accurato dell’aspetto e delle caratteristiche biologiche della giovane.
Il progetto rappresenta l’evoluzione di un precedente lavoro di ricostruzione facciale realizzato tra il 2018 e il 2021 da un team dell’Università di Palermo. La nuova fase andrà però oltre il volto, arrivando alla ricostruzione completa del corpo grazie al contributo dei Kennis Brothers, tra i maggiori esperti mondiali nel campo della paleoarte e della ricostruzione forense, noti per aver dato un volto a celebri reperti come Otzi, la mummia del Similaun, e l’Uomo di Tollund. Il lavoro dovrebbe essere completato nell’arco di quattro anni.
A raccontare la vita della giovane non sono soltanto le sue ossa. Nella sepoltura sono stati rinvenuti anche diversi oggetti personali e corredi funerari, tra cui recipienti in ceramica risalenti al I-II secolo d.C., un pendente raffigurante un volto umano, un ago in bronzo per reti, uno spillone per capelli in osso ritrovato dietro il cranio e un piccolo contenitore in vetro destinato a profumi o unguenti, deposto accanto alla testa. Reperti che offrono preziosi indizi sul suo status, sulle abitudini quotidiane e sulle pratiche funerarie dell’epoca.
Una volta completata, la ricostruzione entrerà a far parte del percorso espositivo delle Catacombe di San Paolo, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva e contribuendo a raccontare un frammento della storia dell’antica Malta. Il progetto si inserisce inoltre nel percorso di valorizzazione del sito, recentemente insignito dell’European Heritage Label.
(photo credits: Heritage Malta)
Il Corriere di Malta è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale e rimanere sempre aggiornato



















