Venti campi da padel costruiti senza permesso su terreno demaniale, su un’area con resti archeologici di epoca romana. Sanzione proposta: 900 euro. È la raccomandazione che il funzionario istruttore della Planning Authority ha depositato giovedì sulla pratica PA/07995/25, relativa al complesso realizzato da Sharlon Pace, imprenditore e presidente dello Gzira United FC, sul Nicholl Ground di Manoel Island.
La proposta prevede la sanatoria dei venti impianti già costruiti e l’autorizzazione di altri dieci, per un totale di trenta campi su una superficie di 6.700 metri quadrati. Il dossier è già stato rilanciato come il complesso di padel più grande di Malta.
I lavori erano iniziati nei primi mesi del 2025 mentre la richiesta di permesso si trovava ancora nella fase di screening preliminare dell’iter urbanistico, quella in cui non è ancora stata effettuata alcuna valutazione. Nonostante l’assenza di qualsiasi autorizzazione, la costruzione è andata avanti fino al completamento di tutti e venti i campi, con tanto di strutture in vetro e recinzioni.
Il complesso veniva già pubblicizzato online attraverso IK Malta Padel, attività commerciale privata in cui Pace ha confermato il proprio coinvolgimento, prima ancora che la PA avesse emesso qualsiasi provvedimento. Le proteste delle Ong avevano portato alla luce l’entità dei lavori abusivi, ma la risposta dell’ente regolatore si era limitata a confermare che la pratica sarebbe stata trattata come domanda di sanatoria, escludendo qualsiasi misura di enforcement.
Uno degli aspetti più contestati della raccomandazione riguarda il patrimonio sepolto. I lavori di costruzione hanno interessato un’area in cui sono documentati resti di epoca classica, tra le più antiche testimonianze di presenza umana nella zona, risalenti al periodo romano.
La Soprintendenza del Patrimonio Culturale non ha tuttavia sollevato obiezioni sostanziali, limitandosi a richiedere che i futuri interventi sull’area siano soggetti a monitoraggio archeologico. Le Ong hanno definito questa posizione incomprensibile, sottolineando che il calcestruzzo è già stato colato sopra i reperti senza che nessuno abbia fermato i lavori.
Il rapporto del funzionario istruttore ha giustificato la multa simbolica sul presupposto che il sito ospitasse storicamente attività sportive e che le strutture dei campi da padel fossero considerate leggere e reversibili.
Le organizzazioni ambientaliste hanno respinto interamente questa argomentazione, facendo notare che 900 euro rappresentano meno di una singola giornata di ricavi operativi di un complesso di quella dimensione, trasformando di fatto la sanatoria in un incentivo all’abusivismo. La raccomandazione è stata inoltre pubblicata appena due giorni dopo la chiusura del periodo di osservazioni pubbliche, durante il quale erano state depositate 186 obiezioni formali.
La vicenda assume una valenza politica specifica in relazione alla storia recente di Manoel Island. Il governo Abela ha negoziato il riacquisto dei diritti sull’isola da MIDI plc per una cifra stimata intorno ai 47 milioni di euro, con la promessa pubblica di trasformarla in un parco nazionale accessibile a tutti.
La campagna «Manoel Island: Post Ghalina», sostenuta da quasi 30.000 firme e da una coalizione che comprende Din l-Art Helwa, Moviment Graffitti, Kamra tal-Periti e BirdLife Malta, era nata proprio su questa promessa. Pace aveva già costruito abusivamente su quella che il premier aveva indicato come parte della concessione che il governo stava rivendicando: secondo le organizzazioni, stava cercando di forzare la mano al governo rivendicando il controllo del sito.
Moviment Graffitti e Flimkien ghal Ambjent Ahjar hanno pubblicato giovedì una dichiarazione congiunta in cui chiedono al premier Abela e al ministro per la Pianificazione Clint Camilleri di intervenire e «rettificare il danno» arrecato sia al sito sia alla credibilità del governo.
Le Ong hanno sottolineato la contraddizione tra la «vergognosa e imbarazzante» raccomandazione di sanatoria e la consultazione pubblica che Project Green stava conducendo in parallelo sulla destinazione futura di tre aree verdi, inclusa Manoel Island, un processo che, secondo le organizzazioni, rifletteva chiaramente il sostegno popolare per uno spazio non commerciale. «Che senso hanno le consultazioni pubbliche», si chiede la campagna, «se agli amici degli amici vengono concesse licenze a spese dei cittadini?».
(photo credits: Moviment Graffitti)
Il Corriere di Malta è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale e rimanere sempre aggiornato


















