Un cacciatore è stato immortalato mentre sparava a uno stormo di aironi di specie protetta, uccidendone tre lungo la costa di Zonqor. La scena è stata documentata da una squadra di BirdLife Malta che ha immediatamente allertato la polizia consentendo agli agenti dell’Environmental Protection Unit (EPU) di intervenire mentre lui e un altro sospettato si trovavano ancora sul posto.
L’episodio è avvenuto il mattino del 13 agosto all’interno dell’Inwadar Park, nell’area costiera compresa tra Xghajra e Marsascala. Una squadra dell’associazione ambientalista, impegnata nel monitoraggio della zona, aveva individuato lungo la riva uno stormo di circa 30 Squacco Herons, specie protetta e non cacciabile, in Italia nota come Sgarza ciuffetto.
Secondo quanto riferito da BirdLife Malta, gli operatori hanno avvistato un’auto diretta a Zonqor con a bordo due uomini, uno dei quali è sceso dal veicolo armato dirigendosi verso lo stormo. Gli ambientalisti hanno quindi contattato il numero di emergenza della polizia, chiedendo l’intervento dell’EPU. Mentre erano ancora al telefono con la sala operativa, l’uomo ha esploso alcuni colpi di fucile verso gli aironi: due sono precipitati in mare, mentre un terzo, ferito, è riuscito a raggiungere la riva.
Sempre secondo la ricostruzione dell’associazione, il secondo uomo si è messo alla ricerca di quest’ultimo esemplare e, una volta stanato, gli ha nuovamente sparato provocandogli lesioni rivelatesi poi fatali.
L’arrivo degli agenti dell’EPU ha interrotto l’azione successiva dei cacciatori, fermati mentre tentavano di appropriarsi delle prede, due delle quali recuperate già prive di vita in mare da un’imbarcazione dell’unità ambientale, mentre il terzo esemplare è stato acquisito come elemento probatorio. Nei confronti dei due individui dovrebbero ora essere avviati procedimenti giudiziari in relazione all’accaduto.
BirdLife Malta ha definito l’episodio «estremamente grave», evidenziando come il giovane cacciatore abbia utilizzato la licenza per la caccia al coniglio come copertura per uccidere gli uccelli con l’obiettivo di imbalsamarli. «Tutto ciò – si legge nel comunicato – è accaduto in pieno giorno, senza alcun timore di essere intercettati o sanzionati».
Contestualmente, l’Ong ha elogiato il tempestivo intervento dell’EPU: «Questo è esattamente ciò che dovrebbe significare un’efficace azione di contrasto» ha affermato Nicholas Barbara, responsabile della conservazione di BirdLife Malta, chiedendo però controlli più incisivi e sanzioni in grado di scoraggiare episodi analoghi.
L’associazione ha collegato l’episodio a quanto accaduto nei giorni scorsi, dopo che il ministro di Gozo, Clint Camilleri, ha annunciato di aver chiesto al presidente del Comitato Ornis di discutere alcune modifiche legislative, con l’obiettivo dichiarato di aggiornare la normativa e renderla coerente con quella europea. BirdLife Malta sostiene però che qualsiasi intervento debba rafforzare – e non indebolire – la funzione deterrente delle norme a tutela degli uccelli selvatici.
L’episodio si è inoltre verificato mentre ha già in corso la migrazione autunnale verso l’Africa e sono attesi nuovi arrivi di specie analoghe nelle prossime settimane. BirdLife invita chiunque assista a episodi di caccia illegale o a comportamenti sospetti a contattare immediatamente la polizia al numero 119 e chiedere l’intervento dell’EPU o, in alternativa, a segnalarli alla stessa associazione.
(photo credits: BirdLife Malta)
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