Un uomo di 41 anni, Justin Vella, è comparso in tribunale per rispondere di dodici capi d’imputazione in relazione all’incidente stradale avvenuto domenica sera a Marsa. L’imputato ha respinto tutte le accuse e la difesa ha richiesto la libertà su cauzione.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, il sinistro è avvenuto intorno alle 22 in Triq Dicembru Tlettax. Gli agenti, intervenuti sul posto, hanno trovato la vittima – un 41enne originario del Bangladesh e residente nella cittadina – riversa a terra dopo essere stata travolta da un’auto pirata. Nell’impatto, sull’asfalto è rimasto anche uno degli specchietti laterali del veicolo.
Mentre il ferito veniva soccorso dal personale medico e trasportato d’urgenza all’ospedale Mater Dei per le gravi lesioni riportate, gli investigatori hanno avviato le ricerche dell’auto, rintracciandola poco dopo parcheggiata a Marsascala.
I testimoni presenti sul posto hanno riferito di aver visto una BMW sfrecciare lungo la strada, ignorando il semaforo rosso e travolgendo il pedone. Il conducente, descritto come «un uomo a torso nudo e con diversi tatuaggi», avrebbe poi effettuato un’inversione di marcia, tornando sul punto dell’incidente per pochi istanti; l’uomo sarebbe sceso dall’abitacolo senza però avvicinarsi alla vittima né verificare le sue condizioni, per poi risalire a bordo e dileguarsi. Poco dopo, mentre gli agenti erano ancora impegnati nei rilievi, la stessa vettura sarebbe transitata nuovamente nella zona a forte velocità.
Justin Vella, arrestato poco dopo a Marsascala, deve rispondere, tra l’altro, di lesioni personali gravi, omissione di soccorso, eccesso di velocità, guida pericolosa e in stato di alterazione psicofisica dovuta all’uso di alcol o sostanze stupefacenti.
Secondo quanto riferito dalla Procura, l’uomo non avrebbe collaborato con gli investigatori durante l’interrogatorio; in aula, inoltre, è emerso che il 41enne ha già a suo carico una precedente condanna con pena sospesa.
La difesa ha insistito per la concessione della libertà provvisoria, sostenendo che le prove principali – comprese le immagini delle telecamere e le prime dichiarazioni dei presenti – siano già state acquisite e messe a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’accusa si è tuttavia opposta alla scarcerazione, rimarcando la gravità della condotta dell’imputato e il fatto che la vittima e alcuni testimoni chiave debbano ancora essere ascoltati in aula. Il magistrato si è riservato di decidere sulla richiesta di libertà su cauzione nelle prossime ore.
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