Il Primo Ministro Robert Abela ha rivolto pubblicamente le proprie «scuse senza condizioni» ai cittadini infuriati ed esausti per i ripetuti blackout che negli ultimi giorni hanno lasciato migliaia di abitazioni senza elettricità nel pieno dell’ondata di calore che sta colpendo Malta.
«Desidero chiedere scusa a tutti coloro che nelle ultime ore sono rimasti senza corrente. Le mie sono scuse senza condizioni», ha dichiarato il premier incalzato dai giornalisti maltesi, riconoscendo i disagi subiti dalla popolazione e aggiungendo che «molto è stato fatto, ma molto resta ancora da fare».
Abela ha ribadito che le interruzioni del servizio non sono dovute a una carenza nella produzione di energia, ma ai problemi che interessano la rete di distribuzione elettrica. Per questo ha respinto le ricostruzioni secondo cui il Paese non sarebbe in grado di soddisfare l’attuale fabbisogno energetico, assicurando che la capacità produttiva rimane sufficiente e che sarà ulteriormente rafforzata con l’entrata in funzione del secondo elettrodotto Malta-Sicilia.
Quanto affermato rappresenta anche una significativa inversione rispetto al 2023. Durante i disastrosi blackout che accompagnarono l’ondata di calore di quell’estate, Governo ed Enemalta negarono che i disservizi fossero attribuibili alla rete elettrica. Un anno dopo, il National Audit Office concluse invece che i guasti fossero riconducibili proprio alla rete di distribuzione, evidenziando ritardi e investimenti inferiori al necessario per il suo rafforzamento.
Secondo il premier, le temperature eccezionalmente elevate e sempre più persistenti, legate agli effetti del cambiamento climatico, stanno mettendo sotto pressione un’infrastruttura che richiede ancora importanti interventi di ammodernamento. Pur ricordando che anche altri Paesi europei hanno registrato disservizi durante le recenti ondate di calore, Abela ha precisato che questo «non può essere una giustificazione» per quanto accaduto sulle isole.
Ha quindi ricordato che, tra il 2022 e la fine del 2025, sono stati investiti 161 milioni di euro per rafforzare la rete di distribuzione, con la realizzazione di centinaia di nuove cabine elettriche, nuovi centri di distribuzione e la sostituzione di numerosi cavi sotterranei. Un programma di interventi avviato dopo i sopracitati rovinosi blackout dell’estate 2023 e che, ha sottolineato, è ancora lontano dall’essere completato.
«Nelle zone dove i lavori sono già stati conclusi i risultati si vedono», ha affermato, osservando però che restano ancora centinaia di chilometri di cavi da sostituire. Per questo motivo il premier ha annunciato di aver chiesto al ministro dell’Energia e a Enemalta di accelerare ulteriormente gli interventi, con l’obiettivo di evitare che episodi come quelli degli ultimi giorni possano ripetersi.
Nel suo intervento, Abela ha infine rivolto un ringraziamento ai tecnici di Enemalta, impegnati senza sosta nelle riparazioni anche con temperature superiori ai 42 gradi, mentre il Paese continua a fare i conti con una delle ondate di calore più intense degli ultimi anni.
(immagine di archivio, credits: DOI)
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