L’estate non è ancora ufficialmente iniziata, ma a Comino è già tornata una delle immagini che da anni infiamma il dibattito sul futuro del turismo sull’arcipelago: la Blue Lagoon gremita di visitatori che affollano il litorale e le acque cristalline della celebre baia, con pochissimo spazio libero sia sul fazzoletto di spiaggia sia nelle aree circostanti.
A riportare il tema sotto ai riflettori nelle ultime ore è stato un video condiviso sui social da una turista italiana, rimbalzato rapidamente anche tra gli utenti maltesi, che spinge a interrogarsi su fino a che punto il successo turistico di Comino sia compatibile con la tutela dell’ambiente e con la qualità dell’esperienza offerta sia ai visitatori sia ai residenti.
Nel filmato, l’autrice chiosa impietosa: «La verità su Comino che nessuno ti dice è che in pratica non c’è nemmeno lo spazio per respirare», sintetizzando una percezione condivisa da molti visitatori durante la bella stagione, aggiungendo inoltre di «non aver mai visto un’isola più sfruttata e satura di turisti». A farle eco, tra i commenti, anche quelli di numerosi residenti maltesi, che lamentano come la pressione turistica stia rendendo sempre più difficile godere di alcuni dei “gioielli” naturali del Paese.
«Sapete cosa è davvero triste? Che noi, la gente del posto, non possiamo goderci questi luoghi a causa del turismo eccessivo e della sovrappopolazione. Probabilmente la maggior parte dei bambini maltesi non ci è mai stata», scrive un utente; un altro commenta: «Pensate come ci sentiamo noi maltesi, non possiamo nemmeno più goderci le nostre spiagge e la nostra terra»; e ancora: «Immagina quanto siamo stanchi noi maltesi», osserva un terzo utente.
Reazioni che arrivano nonostante le misure introdotte lo scorso anno per cercare di limitare l’impatto dei flussi turistici, inizialmente ostacolate da un gruppo di operatori di traghetti commerciali. Dal 1° maggio 2025 la Blue Lagoon è infatti soggetta a un sistema di prenotazione online che limita l’accesso a un massimo di 4.000 visitatori per turno nei periodi di maggiore affluenza, con l’obiettivo di garantire una fruizione più sostenibile della rinomata località sotto tutela ambientale e parte della rete Natura 2000.
Comino, infatti, ospita habitat e specie protette che, secondo ambientalisti e associazioni, rischiano di subire conseguenze sempre più pesanti a causa dell’elevata presenza umana durante i mesi estivi. Oltre a questo, la scelta di contingentare gli ingressi segue anche le polemiche degli scorsi anni, quando Ong e attivisti denunciarono la “privatizzazione” della Blue Lagoon, sommersa da lettini e ombrelloni abusivi. Sarà bastato?
(photo credits: frame video TikTok / Ingrid.Ursu)
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