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Oltre un terzo dei maltesi a “disagio” con gli stranieri, ma il 55% li ritiene necessari per i lavori che a loro non piacciono

I dati offerti dal sondaggio “State of the Nation” tracciano una forte discordanza di opinioni tra i maltesi. Infatti, meno di un terzo degli intervistati pensa che Malta abbia bisogno di lavoratori stranieri per lo sviluppo economico

di Stefano Andrea Pozzo
20 Giugno 2024
in Attualità, Statistiche
Tempo di lettura:2 mins read
1

Sebbene da anni Malta rappresenti uno dei simboli della convivenza fra più culture ed etnie, più di un maltese su quattro (27%) afferma di sentirsi “molto a disagio” con il multiculturalismo del Paese, secondo quanto riportato dalla quarta edizione del sondaggio “State of the Nation” presentato giovedì mattina a Palazzo Verdala e condotto su un campione di 1.064 persone rappresentative dell’intera società.

Quanto si sentono a proprio agio le persone con il multiculturalismo? - dati report State of the Nation
Quanto si sentono a proprio agio le persone con il multiculturalismo? – dati report State of the Nation

Il report annuale commissionato dall’Ufficio del Presidente ha infatti rivelato che circa un terzo degli intervistati si dice neutrale sulla questione, mentre solo il 17% dei maltesi afferma di sentirsi a proprio agio con la multietnicità del Paese, sottolineando inoltre come questo indice si sia abbassato ulteriormente rispetto agli anni precedenti.

Una sensazione che, evidenzia sempre il sondaggio, risulta diffusa in tutti i cluster di età trovando, però, maggior favore tra le fasce d’età più giovani, in particolare quella tra i 26 e i 35 anni, che tendono a vedere il multiculturalismo con una connotazione leggermente più favorevole.

Per quanto riguarda la necessità di lavoratori stranieri per incrementare l’economia del Paese, un terzo dei maltesi intervistati si è detto neutrale sull’argomento, mentre il restante si è diviso più o meno equamente tra chi li ritiene importanti e chi per nulla influenti. In quest’ultimo segmento spicca il 17,9% registrato tra coloro che ritengono per nulla necessario importare manodopera straniera per sostenere la crescita economica di Malta. Un dato in netto contrasto col quesito successivo che vede la maggioranza (54,6%) concordare sul fatto che importare lavoratori stranieri per svolgere lavori non desiderati dai maltesi sia la scelta giusta, in particolare per gli intervistati caratterizzati da redditi e tassi d’istruzione più alti.

Malta ha bisogno di manodopera straniera per incrementare l'economia del Paese? - dati report State of the Nation
Malta ha bisogno di manodopera straniera per incrementare l’economia del Paese? – dati report State of the Nation
Favorevoli a utilizzare manodopera straniera per i lavori che i cittadini maltesi non vogliono fare - dati report State of the Nation
Favorevoli a utilizzare manodopera straniera per i lavori che i cittadini maltesi non vogliono fare – dati report State of the Nation

Una visione eterogenea e a tratti contraddittoria quella emersa dal sondaggio che sembra inoltre non rispecchiare la realtà demografica dell’arcipelago, con il censimento del 2021 che ha rivelato che più di una persona su cinque residente a Malta è di origine straniera. L’autore del report, Vince Marmará, ha dichiarato che i dati indicano preoccupazione e confusione tra i cittadini, evidenziando una forte divisione sulla percezione dei desideri e delle necessità del Paese.

 

(immagine di archivio, credits: Terry Caselli Photography)
Tags: In evidenzalavoratori stranierimulticulturalismoState of the NationUfficio del presidenteVince Marmará
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Commenti 1

  1. Mime says:
    2 anni ago

    Purtroppo non possono provare con 0% di stranieri e tutti cambierebbero idea …quando dico 0% sia alto, basso e medio livello quindi niente stranieri compresi tutti gli impiegati del gaming, delle banche, del trasporto, delle scuole, ecc, ecc ecc.
    Lasciando anche il turismo però l’accoglienza sarà al 100% di maltesi.

    Basterebbero un paio di mesi per sentirsi dire “Please, come back from your country ‘

    Rispondi

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