I controlli isolati e occasionali non bastano: quello che serve è una presenza rigorosa e costante delle autorità su tutto il territorio. È la richiesta perentoria presentata da Lehen ir-Resident, una nuova iniziativa civica che raggruppa i residenti di dodici località tra Malta e Gozo sostenuti da nove tra le principali organizzazioni ambientaliste e della società civile dell’arcipelago.
In una nota congiunta, il coordinamento denuncia il progressivo deterioramento della qualità di vita nelle comunità locali e, pur prendendo atto dei recenti interventi delle forze dell’ordine contro episodi di inciviltà legati al turismo fuori controllo – azioni che dimostrano come far rispettare le regole sia possibile quando c’è la volontà di farlo -, i cittadini chiedono che questo stesso impegno venga applicato regolarmente e in ogni singolo Comune.
I problemi segnalati riguardano la vita di tutti i giorni. Al centro delle proteste c’è innanzitutto l’occupazione impropria del suolo pubblico: strade, marciapiedi e piazze appaiono sempre più ingombrati da tavoli, sedie, ombrelloni, espositori, cartelloni pubblicitari, fioriere e cassonetti che ostacolano il passaggio dei pedoni e degradano il paesaggio urbano.
Una situazione analoga si riscontra lungo il litorale, dove l’occupazione abusiva delle aree costiere limita fortemente l’accesso pubblico al mare, risorsa che appartiene all’intera collettività.
Critico anche il nodo dell’inquinamento acustico. Nonostante la legge vieti la musica ad alto volume all’esterno dei locali insonorizzati, i residenti sono costretti a subire il frastuono proveniente dalle casse installate all’aperto da bar e ristoranti, oltre ai continui schiamazzi notturni provenienti dagli appartamenti affittati ai turisti.
Un altro punto centrale della protesta riguarda la burocrazia. I cittadini lamentano di essere costretti a segnalare più volte le stesse illegalità, ricevendo come unica risposta che sono «in corso discussioni con i gestori dei locali» o che «potrebbero essere presentate richieste di sanzione». Per il coordinamento Lehen ir-Resident, è tempo che gli abusi vengano affrontati tempestivamente dalle autorità competenti e chi viola le norme non venga più protetto da interminabili trattative.
I promotori precisano di non essere contrari al turismo o al commercio, che restano settori fondamentali per l’economia delle isole. L’obiettivo è ripristinare un equilibrio tra lo svolgimento delle attività economiche e il benessere di chi vive sul posto.
«I visitatori sono i benvenuti e le imprese hanno il pieno diritto di lavorare», chiarisce la nota. «Tuttavia, lo sviluppo economico non può avvenire a scapito della dignità, della salute e del benessere dei residenti. La prosperità di un Paese non si costruisce calpestando i diritti delle sue comunità».
La dichiarazione presentata martedì da Lehen ir-Resident, è stata siglata dalle associazioni di residenti di Attard, Birgu, Cospicua, Senglea, Marsaskala, Marsaxlokk, Mellieha, Pembroke, Sliema, St. Paul’s Bay, Swieqi e Valletta, e sostenuta dalle Ong Azzjoni Tuna Artna Lura, Din l-Art Helwa, Flimkien Ghal Ambjent Ahjar, Friends of the Earth Malta, Ghawdix, il-Kollettiv, Marsaskala Residents’ Network, Moviment Graffitti e Ramblers Association.
(immagine di archivio)
Il Corriere di Malta è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale e rimanere sempre aggiornato



















