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Rifugi al collasso, in aumento maltrattamenti ed abbandoni: l’appello delle associazioni ai politici

di Redazione
9 Marzo 2022
in Attualità
Tempo di lettura:2 mins read
1

«Mentre tutti sono impegnati con l’attuale campagna elettorale, le nostre organizzazioni e i nostri volontari vengono sommersi da casi di crudeltà sugli animali ed un sempre più crescente numero di persone che abbandonano i propri cuccioli domestici». Inizia così il grido d’allarme lanciato attraverso un comunicato stampa dalle associazioni per la difesa degli animali che, anche in questo momento, si trovano ancora a dover fronteggiare con enorme difficoltà la triste piaga dei maltrattamenti e dell’abbandono degli animali.

Ora che l’uscita dal Covid-19 parrebbe essere sempre più vicina, i fedeli “compagni di gioco” sembrano essere diventati solo un peso, trattati come se fossero dei vecchi oggetti di cui disfarsi, abbandonati nelle campagne o ai lati della strada – quando va bene – senza il minimo ritegno o pentimento. Dei gesti ignobili, insieme ai maltrattamenti, che sembrano non conoscere mai fine.

Eppure delle soluzioni sembrano esserci. Da tempo infatti le ONG animaliste premono affinchè siano introdotti programmi per ridurre la popolazione di cani e gatti attraverso una campagna nazionale di sterilizzazione dei cani e l’obbligo di microchip per i gatti domestici e la loro successiva registrazione su un database nazionale.

Nel corso degli anni alcuni traguardi sono stati raggiunti, ma sembrano non essere ancora sufficienti per contenere il problema. Un altro punto di intervento evidenziato nella nota diffusa dalle associazioni riguarda il rafforzamento operativo e finanziario del Dipartimento per il benessere degli animali, dal quale ne deriverebbe una maggior applicazione delle leggi arginando i fenomeni di crudeltà nei confronti degli animali.

Le ispezioni per potenziali abusi o abbandoni sembrerebbero infatti richiedere ancora troppo tempo per essere attuate, sia per la mancanza di risorse sia per cavilli burocratici che ne rallentano il processo.

Nel concreto ci sarebbero da risolvere anche le questioni legate allo spazio per accogliere in maniera adeguata i randagi e gli animali abbandonati. «Da anni ci è stato promesso un nuovo centro di reinserimento all’avanguardia. Ad oggi, però, tutto ciò non si è ancora concretizzato e potrebbero volerci ancora molti anni» affermano le ONG, consapevoli che, nonostante sia stata attuata una soluzione provvisoria, il problema continua a persistere ed è quanto più urgente portarlo a risoluzione.

La richiesta di aiuto si conclude con un appello rivolto a tutti i partiti politici, ai Ministeri ed ai responsabili per il benessere degli animali, affinchè le parole si tramutino in azioni concrete per porre fine quanto prima alla sofferenza dei sempre più numerosi cani e gatti maltrattati ed abbandonati, che dovranno convivere per sempre con atroci traumi e sofferenze sicuramente arginabili.

«Gli animali non sono oggetti inanimati. Respirano, sentono e soffrono, come ognuno di noi. Esortiamo i politici non solo ad ascoltare e annuire con la testa facendo promesse, ma a sfruttare il denaro delle nostre tasse mettendo a disposizione le risorse finanziarie e umane necessarie per fermare ogni sofferenza. Ci vogliono soldi, ci vogliono persone per bene, e ci vuole un senso di urgenza per fermare le sofferenze inimmaginabili causate dalla situazione» conclude la nota siglata dalle associazioni Real Animal Rights Foundation – RAR Malta, Association for Abandoned Animals, @MSPCA, The Island Sanctuary, Noah’s Ark Dog Sanctuary, CLAWS – Cat Lovers Adoptions, Welfare & Support & Gozo SPCA.

 

(photo credits: Facebook / MSPCA)
Tags: Animal Welfare Departmentanimali abbandonaticaniliDipartimento protezione animalidiritti animalimaltrattamenti animaliMSPCArandagismorifugi
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Commenti 1

  1. Floreani Lucia says:
    4 anni ago

    Buona sera,

    ho letto l’articolo e confermo l’aumento degli abbandoni di animali (per varie motivazioni) anche in Italia ma mi chiedo come mai non si effettui la sterilizzazione degli stessi al fine di evitare l’affollamento nelle strutture adeguate.
    Inoltre, sarebbe opportuno valutare chi chiede il cane abbandonato, il motivo di tale scelta. e se è in grado di mantenerlo, al fine di rendere il soggetto responsabile.
    Si eviterebbero inutili sofferenze alle bestiole.

    Rispondi

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