Mohamed Ali Ahmed Elmushraty, meglio noto con lo pseudonimo di “Lilu King”, ha perso lo status di rifugiato che gli era stato riconosciuto dopo la fuga dalla Libia. Lo ha annunciato giovedì il ministro per la Sicurezza e l’Interno, Glenn Bedingfield, spiegando che le condizioni che avevano portato alla concessione della protezione internazionale sono nel frattempo cambiate.
Secondo quanto riferito dal ministro tramite un video diffuso su Facebook, l’International Protection Agency, organismo che fa capo al ministero dell’Interno, ha comunicato direttamente a Elmushraty che non possiede più i requisiti per beneficiare dello status di rifugiato.
Bedingfield ha sottolineato che il governo non intende concedere protezione internazionale a persone che non ne abbiano diritto. Elmushraty l’aveva ottenuta dopo aver lasciato la Libia durante la guerra civile, ma secondo le autorità le circostanze che avevano giustificato quella decisione non sussistono più.
La revoca non comporta tuttavia un’immediata liberazione o un automatico trasferimento nel Paese d’origine per Lilu King, attualmente detenuto nel carcere di Corradino in relazione a due distinti procedimenti giudiziari a suo carico. Il più recente riguarda l’aggressione denunciata in un esercizio commerciale di San Gwann nell’aprile di quest’anno, per la quale è accusato, tra l’altro, di concorso in atti sessuali non consensuali, sequestro di persona, furto aggravato.
Volto ben noto alle cronache locali, negli ultimi anni il cittadino libico è comparso più volte davanti ai giudici per una lunga serie di accuse, tra cui riciclaggio di denaro, evasione fiscale, traffico di droga e presunto concorso in attività criminali organizzate. Bedingfield ha precisato che Elmushraty rimarrà in stato di detenzione salvo diversa decisione del tribunale.
(immagine di archivio, credits: Instagram)
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