L’omicidio di Daphne Caruana Galizia torna al centro del dibattito europeo proprio mentre a Malta cresce la mobilitazione dopo l’assoluzione di Yorgen Fenech. Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione davanti al Parlamento Europeo, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha ribadito che sull’assassinio della giornalista maltese non può calare il sipario dell’impunità: la ricerca della verità e della giustizia deve continuare.
«Daphne ha dedicato tutta la sua vita a cercare la verità, e ora la verità deve prevalere. Non ci deve essere alcuna impunità per il suo omicidio» ha dichiarato von der Leyen.
Il richiamo è arrivato a quasi nove anni dall’uccisione di Caruana Galizia, assassinata il 16 ottobre 2017 con un’autobomba. Parole che assumono un peso particolare dopo il verdetto della giuria che lo scorso 2 settembre, al termine di un processo durato quasi due mesi, ha assolto Fenech dall’accusa di essere il mandante dell’omicidio, l’unico finora imputato per tale reato.
«Cinque anni fa ho avuto l’onore di visitare il suo memoriale insieme alla sua famiglia. Ricordo la loro speranza che presto sarebbe stata fatta giustizia. È scoraggiante constatare che oggi la ricerca della giustizia non è ancora giunta al termine» ha affermato la presidente della CE, legando l’accaduto alla difesa dello Stato di diritto in ambito europeo, della libertà di stampa e di chi svolge attività giornalistica nell’interesse pubblico.
Le parole pronunciate a Strasburgo si inseriscono in una crescente attenzione delle istituzioni europee sulla vicenda. Il Parlamento europeo ha infatti già deciso di intensificare i controlli a Malta e inviare una missione conoscitiva e d’inchiesta dopo l’assoluzione di Fenech, al fine di valutare lo stato di diritto, la tutela dei giornalisti e la trasparenza dei processi.
David Casa, eurodeputato del Partito Nazionalista e tra le figure che da anni seguono il caso a Bruxelles, ha definito la missione una conseguenza diretta del fallimento dello Stato maltese nel garantire piena giustizia a Daphne. Casa ha però precisato che l’iniziativa europea non rappresenta un attacco all’indipendenza della magistratura locale e che le sentenze devono essere rispettate. Le domande, ha sottolineato, riguardano piuttosto il modo in cui sono state condotte le indagini, l’operato dell’accusa, la gestione delle prove e l’eventuale mancato coinvolgimento di persone che ricoprivano posizioni di potere.
Anche Roberta Metsola è tornata a chiedere che la vicenda non venga considerata chiusa. La presidente del Parlamento Europeo ha invitato i cittadini a partecipare alla manifestazione di questa sera a La Valletta, definendo l’adesione non soltanto un diritto, ma una responsabilità. Metsola ha ricordato come Caruana Galizia sia stata uccisa per aver svolto il proprio lavoro e ha sottolineato la necessità di continuare a chiedere verità e giustizia.
Questo appello arriva mentre a Malta si prepara una nuova manifestazione pubblica, nel giorno che coincide con il tradizionale appuntamento mensile dedicato al ricordo della giornalista. Per quasi nove anni, Repubblika, Occupy Justice e altre Ong della società civile hanno organizzato veglie il 16 di ogni mese davanti al monumento del Grande Assedio, chiedendo verità, giustizia e piena responsabilità per l’assassinio.
Questa sera, alle 19 a Valletta, l’appuntamento assumerà la forma di una manifestazione di solidarietà e protesta proprio a seguito dell’assoluzione di Fenech, indicato dall’accusa come il mandante dell’omicidio. Gli organizzatori hanno chiarito che il verdetto non deve segnare la conclusione del percorso di accertamento delle responsabilità e hanno chiesto che gli enti preposti continuino a fare luce su ciò che è accaduto prima, durante e dopo l’omicidio.
(In copertina: © Unione Europea 2026 – Fonte: PE)
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