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Il GAFI valuta di togliere Malta dalla lista grigia grazie alle riforme contro i reati fiscali. Ma potrebbero non bastare

di Redazione
14 Giugno 2022
in Economia, Politica
Tempo di lettura:2 mins read
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Malta potrebbe presto uscire dalla lista grigia del Gruppo d’Azione Finanziaria Internazionale (GAFI). In questi giorni, l’Ente preposto alla lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo deciderà infatti se il Paese ha fatto abbastanza per contrastare i reati fiscali.

L’arcipelago è entrato nella lista grigia esattamente un anno fa, a giugno 2021. Questo provvedimento ha di fatto obbligato il governo a collaborare con il GAFI, impegnandosi a riformare le leggi antiriciclaggio e sulle frodi fiscali. Progressi in tal senso sono arrivati dopo i cambi che si sono susseguiti al governo negli scorsi anni. Risultati che tuttavia non sono stati sufficienti a promuovere Malta nella “zona chiara” nel breve periodo: il GAFI avrebbe infatti chiesto a Malta un impegno sul lungo periodo per dimostrare non solo di saper fare le riforme, ma di essere in grado di raggiungere e mantenere gli standard auspicati grazie a esse.

I primi segnali incoraggianti sono arrivati lo scorso febbraio, quando l’Ente ha confermato come il Paese avesse completato il proprio piano di riforme. Funzionari dello stesso GAFI hanno poi visitato l’arcipelago in aprile, dando pareri positivi sul lavoro svolto dalle autorità. La promozione di Malta non è però scontata: a fare da contrappeso sulla bilancia potrebbero esserci alcuni fatti di cronaca maltese, recenti e meno recenti.

Tra questi, l’arresto del magnate Yorgen Fenech, accusato di essere il mandante dell’assassinio della giornalista Daphne Caruana Galizia, uccisa nel 2017 con un’autobomba. Anche il fermo in Scozia di Ryan Schembri potrebbe giocare a favore della permanenza di Malta nella zona grigia: l’ex capo della catena More Supermarkets è infatti stato arrestato dalle autorità scozzesi lo scorso aprile. L’imprenditore aveva lasciato l’isola dopo aver accumulato circa 40 milioni di euro di debiti e del conseguente fallimento della catena di supermercati. In questi anni, Schembri avrebbe vissuto anche a Dubai e Londra. Non solo: i debiti di More Supermarkets sarebbero riconducibili all’omicidio dell’avvocato Carmel Chircop, avvenuto nel 2015. Il legale avrebbe avuto responsabilità nei movimenti economici e nel giro di prestiti che hanno portato Schembri al fallimento. Le indagini avrebbero infine collegato l’imprenditore ad alcune persone implicate nell’omicidio di Daphne Caruana Galizia.

A far storcere il naso al GAFI potrebbe essere anche i recenti arresti di Jason Farrugia e Iosif Galea, implicati nello scandalo sul giro di documenti riservati del Malta Gaming Authority. A pesare maggiormente sarebbero i casi di Schembri e Galea, arrestati all’estero e dimostrazione pratica delle difficoltà da parte della polizia maltese sulla gestione dei mandati d’arresto internazionali.

Nella giornata di lunedì 13 giugno sono iniziate le discussioni interne al GAFI sul futuro di Malta. I 206 membri della commissione si sono infatti riuniti a Berlino in riunione plenaria. Gli incontri dureranno fino a venerdì, giorno in cui potrebbe essere annunciato se Malta uscirà dalla lista grigia, o se sarà necessario ulteriore impegno per uscire dal purgatorio.

Tags: BerlinoFATFGAFIgrey listMalta
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