Una lite sfociata in violenza, un volto sfregiato, forse per sempre, e tre giovani finiti in tribunale con pesanti accuse. È questo lo scenario emerso nell’udienza che ha visto comparire davanti al giudice la 18enne Aaliyah Borg di Birkirkara, il 20enne Kenley Borg di Qormi, e Liam Agius, 25enne di Siggiewi, tutti accusati a vario titolo di aver preso parte all’aggressione di una minorenne.
Secondo la ricostruzione fornita in aula dagli inquirenti, l’episodio risale al tardo pomeriggio del 1° marzo in una strada di Birkirkara, quando, durante uno scontro tra gruppi di giovani, Aaliyah Borg avrebbe colpito al volto, con un oggetto affilato, una ragazza di 17 anni del posto, provocandole gravi ferite, presumibilmente permanenti.
Gli altri due imputati, Kenley Borg e Liam Agius, sono accusati di concorso in reato e, il primo, deve rispondere anche di guida senza patente e recidiva, mentre il secondo di aver violato gli obblighi imposti dalla sospensione condizionale della pena ottenuti da una precedente condanna.
Le indagini sono partite dopo che una giovane si è presentata alla stazione di polizia della cittadina dichiarando di essere stata coinvolta in una rissa. Poco dopo, però, gli agenti sono stati anche informati che una 17enne era stata ricoverata in ospedale con una profonda lacerazione al volto.
Gli investigatori, intrecciando le informazioni, hanno analizzato i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona in cui è avvenuta l’aggressione le cui immagini mostrerebbero un’auto guidata da Kenley Borg dalla quale sarebbero scesi, e poi risaliti, dopo lo scontro, Aaliyah Borg e Liam Agius. A bordo del mezzo anche la figlia di pochi mesi della Borg.
In aula tutti e tre gli imputati hanno respinto le accuse e la difesa ha sostenuto che la 18enne sarebbe stata a sua volta aggredita durante la violenta lite, perciò avrebbe agito per autodifesa. Sono stati ascoltati anche i familiari dei tre giovani, che si sono detti disposti a farsi da garanti in caso di scarcerazione.
La richiesta di libertà su cauzione è stata però respinta, soprattutto per la gravità delle accuse, l’uso di un’arma e il fatto che la presunta vittima non abbia ancora deposto. I tre imputati, che si dichiarano non colpevoli delle contestazioni, resteranno perciò, al momento, in custodia cautelare.
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