Le famiglie evacuate ieri sera a Naxxar dopo il cedimento di una parte delle fondazioni di un imponente complesso multipiano in fase di costruzione, sembra abbiano potuto fare rientro nelle proprie abitazioni limitrofe al cantiere, dopo le verifiche effettuate da un perito incaricato dall’autorità per l’edilizia e le costruzioni (BCA).
In assenza di comunicazioni ufficiali dettagliate da parte delle autorità, sono i media maltesi a scandire l’evoluzione del caso, diventando l’unica fonte di aggiornamento su un tema di rilevanza collettiva. Times of Malta riferisce che il tecnico incaricato dalla BCA ha ispezionato sia il sito interessato dal cedimento sia gli edifici circostanti, comunicando ai residenti che non sarebbero emersi segnali di ulteriori movimenti strutturali tali da compromettere la sicurezza delle abitazioni. I residenti, tuttavia, pare abbiano chiesto una dichiarazione scritta che attesti formalmente l’agibilità degli immobili, oltre a ulteriori controlli nei prossimi mesi.
L’evacuazione era stata disposta in via precauzionale ieri sera, dopo che una porzione delle fondazioni del maxi progetto edilizio tra Triq il-Milizzja e Triq is-Seneskalk aveva ceduto all’interno dell’area di scavo. Sul posto erano intervenuti polizia, Protezione Civile, funzionari della BCA e dell’OHSA, che avevano disposto l’immediato stop ai lavori.
Secondo Newsbook, alcuni residenti sostengono di aver segnalato da anni alle autorità criticità legate al cantiere e ai lavori di scavo. Times of Malta riferisce inoltre che alcuni abitanti lamentano danni alle proprietà, tra cui piastrelle crepate, mentre davanti a uno degli edifici evacuati sarebbe visibile una profonda fenditura tra il marciapiede e il palazzo, che stando ai residenti si sarebbe progressivamente ampliata nel tempo.
Anche MaltaToday parla di segnalazioni inviate alle autorità negli ultimi tre anni. Un residente, intervistato dal giornale, ha riferito che gli abitanti della zona avrebbero denunciato più volte tremori e vibrazioni percepite negli edifici limitrofi durante le opere di scavo.
Il progetto edilizio, realizzato nell’area di un’ex cava, è riconducibile all’imprenditore Anton Camilleri, noto come “Tal-Franciz”, che già nelle ore successive all’incidente aveva escluso rischi per le abitazioni circostanti, sostenendo che eventuali cedimenti sarebbero rimasti confinati all’interno del cantiere.
(photo credits: Net News)
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