Centodieci ispezioni. Settantuno istruzioni scritte. Sette sanzioni e contravvenzioni. Sono i numeri che la Building and Construction Authority (BCA) ha scelto di rendere pubblici nell’aggiornamento diffuso venerdì sul cantiere di Naxxar dove, nella serata del 14 maggio, il cedimento di una parte delle strutture portanti di fondazione di un imponente complesso in fase di costruzione, aveva costretto all’evacuazione precauzionale di tredici famiglie.
Una mole di interventi che descrive quanto fosse monitorato il sito, ma che al tempo stesso solleva una domanda imbarazzante per l’Autorità: se il controllo era così capillare, perché le fondamenta hanno ceduto ugualmente?
Il sito, all’angolo tra Triq il-Milizzja e Triq is-Seneskalk, fa parte di un ampio sviluppo residenziale multipiano realizzato da Onyx Investments Ltd, società riconducibile all’imprenditore Anton Camilleri, noto come Tal-Franciz. Le ispezioni erano state avviate sia su segnalazione dei residenti sia per iniziativa della BCA stessa.
Giovedì pomeriggio alcune sottili pareti portanti che reggevano una struttura più pesante nella sezione del cantiere scavata su un’ex cava avevano ceduto, generando un forte boato udito dalla zona circostante e causando smottamenti localizzati all’interno del perimetro. Il costruttore, parlando col Times of Malta, aveva dichiarato che le abitazioni occupate più vicine si trovano a circa cento metri dall’area interessata, escludendo in maniera categorica pericoli per i residenti.
L’ispezione di venerdì: geotecnico indipendente e professore sul campo
L’ispezione di venerdì 15 maggio ha visto la presenza congiunta di funzionari BCA, rappresentanti dell’OHSA, periti delle autorità competenti e tecnici del costruttore. Le strutture esterne al cantiere sono state valutate da Adrian Mifsud, ingegnere geotecnico nominato come esperto indipendente dalla BCA, mentre il sito è stato esaminato insieme al tecnico incaricato dal costruttore, il professor Alex Torpiano. La BCA ha confermato che gli edifici al di fuori del cantiere sono sicuri e che le famiglie evacuate potevano quindi rientrare nelle proprie abitazioni. Fa eccezione il solo appartamento situato all’interno del perimetro del cantiere, per il quale l’Autorità ritiene ancora prematuro autorizzare il reinsediamento.
Un copione già visto: Santa Venera, Paceville, ora Naxxar
L’episodio si inserisce in una sequenza di cedimenti legati a cantieri che si ripete con inquietante regolarità sull’arcipelago. Citando i più recenti, a febbraio, a Santa Venera, un cantiere aveva provocato crepe in un edificio adiacente, costringendo sei famiglie a restare fuori casa per settimane mentre la BCA e il Consiglio locale avviavano una revisione delle autorizzazioni edilizie dell’area, citando fondamenta potenzialmente fragili.
Nel giugno del 2025, a Paceville, un palazzo di tre piani era collassato nella notte a fianco di un cantiere gestito da Excel Developments: trentadue persone evacuate d’urgenza, il costruttore a negare qualsiasi responsabilità. In tutti e tre i casi, la BCA era già presente sul sito prima dell’incidente. In tutti e tre i casi, la presenza non è bastata. Neanche chi ci ha rimesso la propria vita è bastato.
Il cantiere di Naxxar rimane sotto indagine. La BCA ha assicurato di mantenere un contatto continuo con tutte le parti coinvolte e di adottare un approccio proattivo. La domanda che resta senza risposta, ovvero come sia possibile che sette sanzioni e oltre cento ispezioni non abbiano impedito il cedimento, non è però stata affrontata nel comunicato ufficiale né altrove.
(photo credits: Net News)
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