La Building and Construction Authority ha ordinato all’impresa incaricata dei lavori di emergenza nel cantiere di Naxxar dove nei giorni scorsi si è registrato il cedimento di una parte delle fondazioni di un imponente complesso multipiano in fase di costruzione, di operare «rigorosamente negli orari consentiti dalla legge», dopo le proteste dei residenti esasperati dai rumori e dal continuo via vai di mezzi pesanti ben prima che sorga il sole.
La presa di posizione dell’autorità arriva in risposta alle polemiche sollevate dal Consiglio Locale di Naxxar, che nelle scorse ore aveva chiarito di non aver mai autorizzato l’avvio dei lavori alle 5 del mattino, come invece sostenuto inizialmente nell’ambito delle operazioni di messa in sicurezza del sito.
Secondo quanto spiegato dalla BCA, l’ipotesi di estendere gli orari di lavoro era stata valutata esclusivamente per motivi di sicurezza pubblica, con l’obiettivo di completare nel più breve tempo possibile gli interventi urgenti di riempimento e consolidamento dell’area ritenuta instabile. La questione, ha aggiunto l’autorità, era stata discussa a inizio settimana anche durante una riunione a cui hanno partecipato numerosi residenti della zona.
Negli ultimi giorni, però, le segnalazioni dei cittadini si sono moltiplicate. Diversi residenti hanno denunciato di essere stati svegliati dal rumore dei camion diretti al cantiere, con clacson e manovre ben prima dell’alba. Una situazione definita «inaccettabile» dal Consiglio locale, che ha ricordato come il quartiere conviva da anni con disagi continui legati all’attività edilizia: vibrazioni, polvere, fango sulle strade durante l’inverno e traffico costante di mezzi pesanti.
Il sito al centro della vicenda è quello del progetto sviluppato dalla società dell’imprenditore Anton Camilleri, noto come “il-Franciz”. La scorsa settimana il cedimento di parte delle fondamenta aveva costretto tredici famiglie a lasciare temporaneamente le proprie abitazioni; una di queste, secondo quanto riferito, non ha ancora potuto fare ritorno a casa in attesa delle verifiche sulla sicurezza dell’edificio. Eppure, il costruttore si era affrettato a dichiarare che nel cantiere non sussisteva «alcun pericolo».
A rendere ancora più delicato il quadro è stato anche il rapporto del perito incaricato di valutare la situazione, che ha definito il sito «molto precario, a vari livelli», sollevando dubbi sui metodi adottati e raccomandando interventi immediati per evitare ulteriori cedimenti. Questo sebbene il cantiere, secondo quanto riferito dalla BCA, fosse stato – in un arco di tempo non specificato – ispezionato centodieci volte e multato sette.
Il Consiglio locale ha ribadito di non opporsi ai lavori urgenti per la messa in sicurezza dell’area, ma ha insistito sul fatto che «la tutela della sicurezza pubblica non può avvenire a scapito della qualità della vita dei residenti». Da qui la richiesta di rispettare orari compatibili con la vita quotidiana del quartiere. La BCA, dal canto suo, ha assicurato che continuerà a monitorare l’intervento «tenendo conto sia della sicurezza pubblica sia delle legittime preoccupazioni dei residenti».
(photo credits: Net News)
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