Dieci organizzazioni ambientaliste hanno lanciato un duro attacco contro il governo, accusandolo di voler indebolire la lotta ai reati contro la fauna selvatica attraverso possibili riduzioni delle sanzioni e aperture nei confronti di cacciatori e trappers precedentemente colpiti da sospensioni o revoche delle licenze.
In una dichiarazione congiunta, le Ong sostengono che simili proposte rappresenterebbero «un pericoloso passo indietro» nella tutela dell’ambiente, della biodiversità e dello stato di diritto a Malta.
Il comunicato porta la firma di BirdLife Malta, Din l-Art Helwa, Flimkien Ghal Ambjent Ahjar, Friends of the Earth Malta, Ghawdix, Malta Rangers Unit, Moviment Graffitti, Nature Trust Malta, Ramblers Malta e Wirt Ghawdex.
Secondo le associazioni, eventuali modifiche che consentissero a persone condannate per violazioni legate alla caccia o alla cattura illegale di recuperare le proprie licenze trasmetterebbero un messaggio pericoloso: quello di uno Stato disposto a tollerare o minimizzare i crimini ambientali.
Gli ambientalisti criticano in particolare alcune dichiarazioni attribuite a esponenti politici, secondo cui anche soggetti colpiti in passato da interdizioni permanenti decise dai tribunali potrebbero in futuro ottenere una revisione delle sanzioni.
«Che messaggio si manda alla società?», si chiedono le Ong. «Che le violazioni delle leggi ambientali possono essere ignorate? Che l’interesse politico conta più della protezione della natura e dell’applicazione delle regole?».
Nel documento si sottolinea inoltre come i reati contro la fauna non possano essere considerati episodi marginali, dal momento che la caccia e la cattura illegale incidono direttamente sugli ecosistemi e sulla biodiversità, già messi sotto pressione.
Le associazioni ricordano anche che Malta è stata più volte oggetto di attenzione e critiche a livello internazionale per la gestione delle deroghe venatorie e dei controlli ambientali, motivo per cui – sostengono – sarebbe necessario rafforzare le tutele e non allentarle.
Secondo i firmatari, il rischio è quello di compromettere anni di lavoro portato avanti da autorità ambientali, ricercatori, attivisti e cittadini impegnati nella difesa del patrimonio naturale dell’arcipelago.
Le Ong hanno quindi invitato il governo a confermare il proprio impegno nella tutela della biodiversità e nell’applicazione rigorosa delle leggi ambientali, evitando che questi temi diventino oggetto di concessioni politiche o compromessi elettorali.
(photo credits: BirdLife Malta)
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