AGGIORNATO con la reazione del governo
Lunedì 22 giugno nessun avvocato comparirà davanti ai tribunali locali. La Camera degli Avvocati (Kamra tal-Avukati), che rappresenta oltre mille legali iscritti all’albo, ha emesso ieri una direttiva che ordina a tutti i propri iscritti di astenersi da qualsiasi udienza, seduta o procedimento dinanzi a qualunque corte, tribunale, commissione o consiglio, a Malta e a Gozo, per l’intera giornata di lunedì. Ai legali è stato inoltre chiesto di non depositare atti non urgenti e di avvisare immediatamente i propri clienti che le udienze del 22 giugno si svolgeranno senza rappresentanza legale, fatta eccezione per questioni improrogabili.
La ragione è grave: un mandato di intercettazione firmato nel gennaio 2021 dall’allora ministro degli Interni avrebbe autorizzato l’installazione di dispositivi di ascolto nelle sale colloqui del carcere di Corradino senza alcuna distinzione tra le visite dei familiari e quelle dei legali. In altre parole, le conversazioni protette da segreto professionale tra detenuti e i propri avvocati avrebbero potuto essere (e forse sono tuttora) registrate da un sistema di sorveglianza organizzato. A confermare il quadro indiziario ci sarebbe la testimonianza giurata di un ex direttore del carcere.
La Camera aveva già presentato lunedì scorso un esposto urgente indirizzato al premier Robert Abela, al ministro degli Interni Glenn Bedingfield, al ministro della Giustizia Clifton Grima e al responsabile dei Servizi di Sicurezza, chiedendo chiarimenti immediati sulla portata e l’attuale stato operativo del sistema di intercettazione. Il 4 giugno la Camera aveva scritto al ministro degli Interni, ma aveva ricevuto in risposta una comunicazione dell’Ufficio del Procuratore Generale che non affrontava la sostanza della questione. Di fronte a questo silenzio istituzionale, l’ente ha deciso di passare all’azione concreta.
Gli avvocati di Gozo hanno emesso il proprio comunicato confermando adesione piena e senza riserve alla direttiva, estendendola espressamente ai tribunali gozitani e a tutte le sedute previste per lunedì davanti a qualsiasi corte, tribunale, commissione, arbitrato o visita peritale sull’isola.
La Camera ha precisato che il boicottaggio rimarrà in vigore per l’intera giornata di lunedì 22 giugno, a meno che una nuova direttiva di revoca non venga pubblicata in anticipo sul portale ufficiale dell’ente stesso, lasciando aperta, almeno formalmente, la possibilità che un intervento del governo nelle prossime ore possa scongiurare lo stop.
Il segreto professionale tra avvocato e cliente è uno dei pilastri del diritto alla difesa riconosciuto dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e dalle legislazioni di tutti gli Stati membri dell’Unione Europea. La sua violazione, anche solo potenziale, compromette l’equità del processo penale in modo strutturale: un imputato che sa o sospetta che i propri colloqui con il difensore siano ascoltati non può comunicare liberamente, e quindi non può essere adeguatamente difeso.
Il governo ha risposto con un contro-esposto giudiziario alle accuse della Camera degli Avvocati sulle presunte intercettazioni nelle sale dei colloqui del carcere di Corradino. Il documento, presentato nella mattinata di giovedì 18 giugno dall’Avvocatura dello Stato respinge «nella loro interezza» le accuse della Camera, definendole fondate su «congetture completamente false».
Il responsabile dei Servizi di Sicurezza ha dichiarato formalmente nel documento che non è mai esistito alcun sistema di intercettazione o sorveglianza sui colloqui riservati tra detenuti e avvocati. Il governo riconosce che il segreto professionale forense costituisce uno dei fondamenti dell’amministrazione della giustizia e gode di piena tutela legale, ma sostiene che tale principio non è mai stato violato. Quanto alla testimonianza giurata dell’ex direttore del carcere – che la Camera aveva indicato come elemento centrale a supporto delle proprie accuse – il contro-esposto la definisce semplicemente falsa e priva di qualsiasi base fattuale.
Il contro-esposto non si limita a negare i fatti contestati: attacca direttamente la Camera degli Avvocati per le modalità con cui ha gestito la vicenda, sostenendo che un’istituzione così antica e rispettata non dovrebbe essere utilizzata per attaccare le istituzioni del Paese da parte di chi ha interesse a gettare dubbi sull’integrità del sistema giudiziario, e definisce tale comportamento «indegno». L’Avvocatura dello Stato rileva che, qualora un avvocato ritenga concretamente che gli interessi del proprio cliente siano stati compromessi, la legge prevede già gli strumenti per tutelare tale situazione, e che questo non autorizza però a sostenere l’esistenza di un sistema di intercettazioni di Stato in carcere. Il governo chiede infine alla Camera di «desistere dal proseguire nella questione» e respinge tutte le richieste contenute nell’esposto originale.
La Camera, almeno per ora, non ha però ritirato la direttiva. Lo sciopero di lunedì 22 giugno rimane confermato: nessun avvocato comparirà davanti ai tribunali maltesi e gozitani per l’intera giornata, salvo le eccezioni già previste per le traduzioni in giudizio, le richieste di scarcerazione e i procedimenti urgenti. La Camera aveva precisato al momento dell’emissione della direttiva che il boicottaggio sarebbe stato revocato solo in presenza di una nuova comunicazione pubblicata sul proprio portale ufficiale prima della giornata di lunedì. Al momento, tale comunicazione non è stata emessa.
(immagine di archivio, credits: Terry Caselli Photography)
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