Il Partito Nazionalista (PN) è tornato a puntare il dito contro il governo di Robert Abela sulla crisi dei blackout, chiedendo all’esecutivo di assumersi la responsabilità politica di quanto è accaduto e sta ancora accadendo. L’opposizione insiste inoltre sull’introduzione di risarcimenti automatici per famiglie e imprese colpite dalle interruzioni di corrente e torna a sollecitare un dibattito parlamentare sulla mozione di sfiducia nei confronti del ministro dell’Energia Miriam Dalli.
Nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri davanti al Ministero dell’Energia, i rappresentanti dell’opposizione Mark Anthony Sammut e Darren Carabott hanno sostenuto che numerose famiglie e attività economiche continuano a fare i conti con interruzioni della corrente che, in alcune località, si protraggono da giorni. Una situazione che, secondo il PN, sta causando pesanti disagi ai cittadini, mettendo in difficoltà anziani e persone vulnerabili, oltre a incidere sull’attività delle imprese e sulla produttività del Paese.
L’opposizione contesta anche la gestione della crisi da parte del governo, accusandolo di aver fornito nel tempo spiegazioni contrastanti sulle cause dei blackout. Il PN richiama inoltre il rapporto del National Audit Office, secondo cui tra il 2014 e il 2023 gli investimenti sulla rete ad alta tensione sarebbero stati insufficienti per far fronte all’aumento della domanda di energia.
Tra le richieste avanzate figurano l’assunzione di responsabilità politica da parte del ministro Miriam Dalli, l’introduzione di risarcimenti automatici per famiglie e imprese colpite dalle interruzioni del servizio e un riconoscimento economico per i dipendenti di Enemalta impegnati senza sosta nel ripristino della rete.
Il PN sollecita inoltre la pubblicazione di un resoconto dettagliato dei guasti che hanno interessato il sistema elettrico, una rendicontazione sull’impiego dei 140 milioni di euro destinati agli interventi sulla rete e maggiore trasparenza sui documenti strategici di Enemalta, compreso il piano di sviluppo dell’infrastruttura e la gestione dei fondi legati ai crediti di carbonio.
L’opposizione insiste infine affinché la mozione di sfiducia nei confronti del ministro dell’Energia venga discussa prima della sospensione estiva del Parlamento che, però, è stata annunciata proprio nel tardo pomeriggio di ieri. Su questo punto, toccherà quindi attendere la ripresa dei lavori parlamentari, in programma per il 5 ottobre.
(photo credits: PN)
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