Una donna di 44 anni di Xghajra, Charlotte Zammit, è stata uccisa ieri pomeriggio in un’abitazione di Triq Corrado, a Zabbar. La polizia è stata allertata intorno alle 15, dopo la segnalazione di colpi d’arma da fuoco esplosi all’interno della residenza. Giunti sul posto, gli agenti e la squadra della scientifica hanno trovato il corpo della donna privo di vita in una camera da letto al piano terra.
Nella stessa abitazione è stato rintracciato e immediatamente arrestato un uomo di 42 anni, identificato come Roderick Azzopardi, residente a Zabbar. Sull’individuo, che secondo quanto riportato dai media locali sarebbe stato il compagno della vittima, pende ora l’accusa di omicidio. Gli inquirenti hanno recuperato all’interno dell’immobile l’arma da fuoco che si ritiene sia stata utilizzata per compiere il delitto.
Secondo quanto riferito dalla polizia, Charlotte Zammit aveva in passato sporto due distinte denunce nei confronti di Azzopardi. La prima, presentata nel 2016, aveva dato origine a un procedimento per violenza domestica conclusosi nel 2017 con una condanna a un anno di carcere. Una seconda denuncia, relativa a presunti insulti rivolti alla donna, si era invece risolta con l’assoluzione dell’uomo.
Nel frattempo, le autorità giudiziarie hanno aperto un’inchiesta sul presunto femminicidio, mentre proseguono le indagini della polizia in attesa di ulteriori sviluppi anche in vista della possibile udienza per l’incriminazione formale del sospettato.
La notizia dell’omicidio della donna ha inevitabilmente riacceso i fari sul tema della violenza domestica e sull’efficacia delle misure di protezione previste per le vittime che, come nel caso di Zammit, avevano già segnalato alle autorità episodi di violenza da parte del proprio compagno.
(in copertina, da sinistra: la scena del crimine – Malta Police Force, la vittima in un’intervista a One News)
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