I video delle loro scorribande in un’auto lanciata a tutta velocità sulle arterie locali avevano rapidamente fatto il giro dei social, mostrando manovre ritenute rischiose e potenzialmente pericolose per gli altri utenti della strada.
Ora quei filmati, finiti anche nelle mani delle autorità, hanno portato all’identificazione di due fratelli polacchi residenti in Germania, che in tribunale hanno subito ammesso le malefatte. David Adrian Lelonek, 41 anni, e Arthur Martin Lelonek, 39, sono comparsi davanti al giudice dopo essere stati rintracciati dalla polizia a St. Julian’s al termine di un’indagine lampo avviata in seguito alla diffusione dei video.
Secondo quanto ricostruito in aula, tutto è iniziato l’11 maggio, quando agli investigatori sono stati segnalati i filmati pubblicati sui social network, che mostravano una Kia Picanto impegnata in una serie di infrazioni lungo varie arterie dell’isola, tra sorpassi azzardati, inversioni illegali, mancato rispetto della segnaletica e tratti affrontati in contromano.
Attraverso le telecamere di sorveglianza, la polizia è riuscita a identificare il veicolo e a seguire gli spostamenti dei due uomini fino a un locale di St. Julian’s. Durante il controllo, gli agenti hanno trovato sul cellulare del passeggero le registrazioni poi finite online.
In tribunale è emerso che David Adrian Lelonek era al volante dell’auto ripresa nei video, mentre il fratello Arthur Martin Lelonek avrebbe filmato e diffuso le immagini sul web. Entrambi si sono dichiarati colpevoli delle accuse che, per il quarantunenne, comprendono guida pericolosa, violazioni del codice della strada e circolazione senza adeguata copertura assicurativa. I due fratelli devono inoltre rispondere della diffusione di contenuti che mostrano infrazioni stradali, reato introdotto recentemente dalla legislazione maltese per contrastare la spettacolarizzazione della guida estrema sui social.
La procura ha definito le manovre contestate come particolarmente gravi, sostenendo che i video avrebbero potuto incoraggiare altri automobilisti a imitare comportamenti simili.
La difesa ha invece sottolineato la collaborazione degli imputati e il fatto che abbiano ammesso immediatamente le accuse. Un loro amico residente a Malta da alcuni anni si è inoltre detto disponibile a ospitarli durante il procedimento, dato che avrebbero dovuto lasciare il Paese il 14 maggio dopo esservi arrivati il 7 per un periodo di vacanza.
Il tribunale ha infine concesso loro la libertà su cauzione imponendo però condizioni particolarmente rigide: deposito di 5mila euro e garanzia personale di 30mila euro ciascuno, coprifuoco, obbligo di firma quotidiano, divieto di lasciare Malta e di guidare qualsiasi mezzo fino alla conclusione del procedimento che riprenderà il 17 luglio.
(in copertina: frame video diffuso sui social)
Il Corriere di Malta è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale e rimanere sempre aggiornato


















