Svolta lampo dell’omicidio di Miriam Azzopardi: la polizia ha arrestato il principale sospettato del delitto. Si tratta di un uomo di 34 anni di nazionalità ghanese, fermato intorno alle 19:10 nella stessa zona di Marsa. L’arresto è scattato grazie all’analisi fulminea delle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza.
La notizia è stata confermata dal ministro dell’Interno, Glenn Bedingfield, che ha espresso gratitudine alle forze dell’ordine tramite i social: «Il principale sospettato dell’omicidio è stato arrestato. Le indagini sono in corso e le prossime ore saranno cruciali».
Il corpo senza vita della 47enne, residente a St. Paul’s Bay, era stato scoperto questa mattina intorno alle 10:20 in un terreno che costeggia Triq is-Salib tal-Marsa, a Marsa. A notare il cadavere, parzialmente occultato dalla vegetazione, è stato un passante che ha subito allertato le autorità, facendo scattare l’intervento della scientifica e della squadra omicidi.
In un primo momento, la polizia non aveva escluso alcuna ipotesi, poiché non era stato possibile stabilire né le cause né l’ora del decesso. La svolta decisiva è arrivata nel pomeriggio con l’autopsia: gli esiti dell’esame autoptico hanno confermato che la donna è morta per strangolamento, trasformando ufficialmente il caso in un’indagine per omicidio.
Mentre proseguono gli accertamenti e l’inchiesta della magistratura per ricostruire le ultime ore di vita della vittima, sul caso pesa una macabra coincidenza: il terreno nel quale è stata trovata Azzopardi è lo stesso in cui, nel 2005, venne rinvenuto il corpo di Sion Grech, uccisa a coltellate.
(photo credits, da sinistra: Malta Police Force, Facebook)
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