Svolta storica per Manoel Island e Fort Tigné, che saranno restituiti alla collettività dopo l’accordo raggiunto tra il Governo e MIDI plc. I due siti passeranno ora sotto la gestione di Heritage Malta, segnando la fine di uno dei più controversi interventi edilizi degli ultimi decenni.
Il premier Robert Abela ha celebrato l’intesa come “un momento storico”, annunciando che verranno avviate modifiche al piano urbanistico per impedire nuovi sviluppi edilizi nell’area e trasformare l’isola in un grande parco nazionale, con spazi accessibili al pubblico e una valorizzazione del patrimonio storico e ambientale.
Secondo Abela, il progetto prende spunto dalle migliaia di proposte inviate dai cittadini durante il processo di consultazione pubblica. «Le persone chiedono un progetto che protegga il paesaggio e garantisca benefici concreti alla collettività», si legge nel comunicato diffuso dall’ufficio del Primo Ministro, insistendo sulla necessità di assicurare piena accessibilità all’area.
Ma il risultato, c’è da dire, andrebbe attribuito anche alla forte mobilitazione della società civile e degli ambientalisti con la campagna “Manoel Island: Post Ghalina”, sostenuta da quasi 30mila firme e da mesi e mesi di pressione pubblica esercitata sulle istituzioni contro la privatizzazione dell’area. Diverse organizzazioni, tra cui Moviment Graffitti e Flimkien ghal Ambjent Ahjar, avevano chiesto con insistenza che l’isola venisse restituita alla collettività e trasformata in un grande polmone verde urbano.
Il Governo ha ora fatto propria quella visione, promettendo un progetto centrato sulla tutela del paesaggio e degli elementi storici del sito, comprese le fortificazioni e le aree costiere. Manoel Island dovrebbe inoltre diventare uno dei tre grandi parchi nazionali considerati prioritari nella prossima legislatura, insieme a White Rocks e Fort Campbell.
Nei prossimi mesi Heritage Malta lavorerà con enti pubblici e soggetti coinvolti per definire il modello di gestione e il futuro assetto dell’area, con l’obiettivo di conciliare tutela storica, sostenibilità ambientale e fruizione pubblica.
Tuttavia, resta aperta una questione che rischia di alimentare nuove polemiche: il futuro dei contestati campi da padel costruiti nell’area Nicholl Ground su resti archeologici di epoca romana, i cui lavori, avviati senza permessi, sono proseguiti mentre il Governo annunciava l’intenzione di convertire l’isola in un grande parco nazionale. La sanatoria proposta di recente dall’autorità di pianificazione è di soli 900 euro. Alcuni gruppi ambientalisti sostengono che l’approvazione dei campi rischierebbe di compromettere la promessa di trasformare Manoel Island in uno spazio realmente “per il popolo” e non commercializzato.
(photo credits: DOI / Kian Bugeja)
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