L’instabilità che continua a scuotere il Medio Oriente spinge i Paesi del Mediterraneo a serrare i ranghi sul fronte migrazione irregolare. È con questo obiettivo che Italia, Malta, Grecia e Cipro si sono riunite a Roma per definire una linea comune in vista di possibili nuove pressioni lungo le principali rotte migratorie del Mediterraneo centrale e orientale.
All’incontro, ospitato dal ministro dell’Interno italiano Matteo Piantedosi, hanno partecipato il ministro maltese Glenn Bedingfield, il ministro cipriota Nicholas Ioannides e il ministro greco Athanasios Plevris. Il confronto rappresenta uno dei primi passi concreti dell’iniziativa annunciata nei mesi scorsi dalla premier italiana Giorgia Meloni durante il vertice europeo tenutosi a Cipro.
I quattro Paesi condividono una stessa preoccupazione: che il deterioramento del quadro geopolitico nella regione possa tradursi in un aumento delle partenze irregolari verso l’Europa. Da qui la volontà di arrivare a Bruxelles con proposte comuni e una posizione più compatta rispetto alle sfide che potrebbero emergere nei prossimi mesi.

Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata dedicata alle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di migranti. I ministri hanno convenuto sulla necessità di intensificare lo scambio di informazioni e la collaborazione tra le autorità competenti per colpire le reti che operano lungo le principali rotte del Mediterraneo.
Nel corso del vertice si è discusso anche della gestione delle richieste di protezione internazionale, con l’obiettivo dichiarato di garantire il diritto d’asilo senza favorire utilizzi impropri delle procedure previste dalla normativa europea. Sul tavolo anche il sostegno ai programmi di rimpatrio volontario assistito e il rafforzamento della sorveglianza delle frontiere esterne dell’Unione.
Si è inoltre discusso del ruolo delle Ong impegnate nel Mediterraneo: secondo i ministri di Italia, Malta, Grecia e Cipro, la loro presenza in determinate aree marittime potrebbe esercitare un effetto di richiamo sulle partenze irregolari dal Nord Africa. I quattro Paesi hanno inoltre ribadito che le operazioni di ricerca e soccorso devono restare una prerogativa degli Stati.
Uno dei risultati concreti dell’incontro è l’accordo per creare una rete permanente di referenti nazionali, chiamati a mantenere un contatto diretto tra i quattro Paesi e a coordinare eventuali risposte rapide in caso di emergenze legate ai flussi migratori.
(photo credits: DOI)
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