È proseguita in tribunale la raccolta prove nel procedimento a carico di sei membri della famiglia Pace, arrestati lo scorso 9 febbraio e accusati a vario titolo di usura e riciclaggio di denaro. L’udienza si è concentrata sulle indagini patrimoniali e finanziarie condotte su ciascuno degli imputati, con la deposizione dell’ispettore incaricato delle indagini a partire dal marzo 2025 in seguito a una serie di segnalazioni che indicavano Keith Pace come la figura centrale di un presunto sistema di prestiti a strozzo accompagnata da intimidazioni.
Sul banco degli imputati siedono tre generazioni della stessa famiglia: Keith Pace, 45 anni, la sua compagna Maria Grixti, 49 anni, i figli Carlos, 24 anni, e Cleaven, 20 anni, e i suoi genitori Lawrence ed Emanuela Pace, entrambi 73enni. Tutti si sono dichiarati non colpevoli. I quattro imputati principali si trovano in custodia cautelare — la richiesta di scarcerazione è stata respinta due volte — mentre agli anziani coniugi è stata concessa la libertà provvisoria.
Secondo la ricostruzione fornita in aula dall’ispettore di polizia, Keith Pace conta circa quaranta precedenti comparizioni in tribunale per reati di varia natura, tra cui furti, e non risulterebbe alcuna storia lavorativa legittima in grado di giustificare il patrimonio a lui attribuito.
Dalle verifiche condotte dagli investigatori, risulterebbe che Pace – che tra il 2014 e il 2025 avrebbe percepito circa 53mila euro di sussidi sociali – controlli una decina di immobili sparsi in varie cittadine, oltre a dei garage, alcuni locati a terzi e altri occupati da familiari. Uno di questi sarebbe stato trasferito a suo nome a titolo di donazione; si sospetta che altri immobili siano stati acquisiti in seguito a pressioni su debitori.
Anche la situazione della compagna Maria Grixti è stata esaminata in aula. La donna, madre di sei figli — tre dei quali avuti con Pace che in tutto ne conta almeno sette — non lavora dal 2003 e percepisce sussidi statali dal 1998.
Entrambi i figli del 45enne si sono dichiarati disoccupati in aula, ma le indagini finanziarie raccontano una storia diversa: Carlos avrebbe ricevuto oltre 50.000 euro tra assegni e contanti e ha acquistato un garage a Marsa per 65.000 euro; un secondo garage dello stesso importo è stato acquistato con il medesimo nome. Anche Cleaven figura come intestatario di beni difficilmente compatibili con la mancanza di reddito dichiarata. Per entrambi pende, in separata sede, il procedimento per il maxi furto di cannabis dalla base militare delle Forze Armate avvenuto nel febbraio 2025 a Safi.
Il profilo finanziario dei due anziani non è tuttavia meno anomalo. Lawrence Pace ha lavorato complessivamente sei anni nell’arco dell’intera vita, eppure i suoi estratti conto mostrano circa 50.000 euro in transazioni tra assegni e contanti; a suo nome è intestata una Jaguar dal 2022. Il caso più eclatante riguarda però la moglie Emanuela: mai occupata, mai in possesso di patente di guida, ha tuttavia sedici veicoli registrati a suo nome. Tra questi figura anche una Chevrolet Corvette del valore stimato di 120.000 euro. Gli investigatori hanno verificato la tesi difensiva secondo cui la donna avrebbe ereditato denaro, ma non è stata trovata alcuna documentazione a supporto.
Nel corso delle perquisizioni che hanno portato agli arresti, le autorità hanno sequestrato diversi veicoli ritenuti collegati all’indagine — tra cui una BMW, tre Mercedes e una Corvette — oltre a 120.000 euro in contanti nascosti in vani e anfratti di due abitazioni a Marsa e a 29.000 euro occultati in un controsoffitto nella casa dei genitori. Insieme a casseforti, gioielli e oggetti d’antiquariato, è stato anche trovato un certo quantitativo di uccelli esotici di pregio, ma anche due scimmie, undici chihuahua e un pony.
Su tutti gli imputati pende un ordine di congelamento dei beni. Il tribunale ha confermato la sussistenza di una prima facie sufficientemente solida da consentire la prosecuzione della raccolta prove.
(in copertina, i fratelli Carlos e Cleaven Pace con il padre Keith Pace, credits: Facebook)
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