Si è tenuta ieri, a Valletta, la prima udienza a carico di Roderick Azzopardi, il 42enne accusato dell’omicidio dell’ex compagna Charlotte Zammit, 44 anni, il cui corpo era stato ritrovato sabato scorso in un’abitazione di Triq Corrado a Zabbar. Comparso in aula, l’uomo si è dichiarato non colpevole delle contestazioni e resta in carcere in attesa del proseguimento delle indagini, dopo che la difesa non ha presentato alcuna istanza di scarcerazione. Come accennato in precedenza, le autorità stanno investigando sul caso considerandolo un femminicidio.
Durante l’udienza, l’ispettore di polizia ha ricostruito la dinamica che ha portato al ritrovamento del corpo. Tutto sarebbe partito da una telefonata anonima ricevuta venerdì 15 agosto dal commissariato di Zabbar, in cui una persona segnalava preoccupazioni circa dei propositi di autolesionismo da parte dell’Azzopardi. Gli agenti si sono quindi recati nell’abitazione dell’uomo per un controllo, trovandolo in stato di «forte agitazione».
Secondo quanto riferito in aula, il 42enne avrebbe chiesto più volte agli agenti chi li avesse chiamati, e quando questi hanno ipotizzato che a farlo fosse stata la sua ex compagna, l’uomo ha replicato che ciò non era possibile. Poco dopo, riferendosi alla donna, avrebbe detto agli agenti: «Si è presentata qui e mi ha fatto perdere la testa», prima di indicare che all’interno dell’abitazione si trovava un corpo. Gli agenti sono quindi entrati nella camera da letto al piano terra, dove hanno trovato il cadavere di una donna, poi identificata come Charlotte Zammit. L’arresto di Azzopardi è scattato intorno alle 15:34 di sabato 15 agosto.
In aula è stato confermato quanto già emerso nei giorni scorsi: circa un decennio fa Charlotte Zammit aveva sporto due distinte denunce nei confronti di Azzopardi. La prima, del 2016, aveva portato a un procedimento per violenza domestica: l’anno successivo l’uomo si era dichiarato colpevole di aver ferito la donna, di averla sequestrata e di averla minacciata di morte, venendo condannato a un anno di reclusione. Una seconda denuncia, presentata nel 2017 e relativa a presunti insulti, si era invece conclusa con la sua assoluzione.
Nel frattempo, la famiglia ha reso noti i dettagli sui funerali di Charlotte Zammit che si terranno venerdì 21 agosto, alle 8:45, presso la chiesa parrocchiale dell’Annunciazione di Tarxien.
(in copertina: sullo sfondo la scena del crimine – Malta Police Force, in primo piano da sinistra la vittima e il presunto assassino – Facebook)
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