È bastato un «errore umano» durante un intervento tecnico per far scattare le protezioni della rete e lasciare senza corrente numerose località di Malta e Gozo. Il blackout di questa mattina, iniziato poco dopo le 8, è stato completamente risolto alle 12:50, quando Enemalta ha annunciato il ripristino della fornitura in tutte le aree interessate.
La società ha ricostruito così l’accaduto: «durante un intervento su un interruttore automatico nella stazione terminale di Maghtab, un errore umano ha provocato l’attivazione del sistema automatico di protezione della rete elettrica. Il dispositivo ha interrotto temporaneamente parte della fornitura per evitare che il problema si propagasse e provocasse danni più estesi all’infrastruttura».
Enemalta ha escluso che all’origine del blackout ci fosse un guasto agli impianti di produzione. L’azienda ha spiegato che la stessa sequenza di eventi ha però provocato anche l’arresto temporaneo dell’impianto di rigassificazione, con ripercussioni momentanee sulla fornitura di gas alle centrali. Per compensare la perdita di capacità, sono stati avviati gli impianti di generazione di riserva e la rete è stata progressivamente riportata alla normalità.
Il blackout arriva però in un momento particolarmente delicato per l’infrastruttura elettrica locale. Da lunedì il primo elettrodotto (IC1) che collega Malta alla Sicilia e, di conseguenza, alla rete europea, è infatti fuori servizio per circa 12 giorni, mentre a Ragusa proseguono i lavori per la realizzazione del secondo collegamento. In questo periodo l’intera fornitura viene coperta dalla produzione interna. Enemalta e Interconnect Malta avevano assicurato nei giorni scorsi che la capacità locale sarebbe stata sufficiente a garantire la stabilità della rete durante l’intervento.
L’importanza di quel cavo emerge dai dati più recenti. Nel 2025 l’interconnessione ha fornito poco più di un terzo dell’elettricità utilizzata, mentre le importazioni attraverso il collegamento hanno raggiunto 1.031 GWh, il 6,2% in più rispetto all’anno precedente. Nello stesso anno, secondo l’ufficio nazionale di statistica, il 32,1% dell’elettricità disponibile proveniva dalle importazioni nette.
L’incidente ha avuto effetti ben visibili nella vita quotidiana: tra i vari disagi, numerosi semafori hanno smesso di funzionare, sono state segnalate persone rimaste bloccate negli ascensori e anche l’accesso al servizio informativo di Enemalta stessa è risultato temporaneamente difficoltoso.
Sul blackout è intervenuto anche il Partito Nazionalista, che lo ha definito il terzo episodio su scala nazionale nell’arco di un mese. Secondo il ministro ombra dell’Energia Mark Anthony Sammut, quanto accaduto dimostrerebbe che i problemi del sistema non riguardano soltanto la distribuzione, ma anche la produzione. L’opposizione sostiene inoltre che il governo non possa continuare a ricondurre i disservizi alle condizioni climatiche o al surriscaldamento dei cavi e chiede spiegazioni chiare sulla situazione del settore energetico, oltre a una strategia sul lungo periodo, contestando al contempo quello che definisce un approccio basato sulla gestione delle emergenze.
(immagine di archivio, credits: Enemalta)
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