Enemalta ha avviato la procedura per realizzare due nuovi cavi elettrici sottomarini tra Malta e Gozo, con l’obiettivo di aumentare la capacità del sistema e garantire maggiore sicurezza nella fornitura di energia all’isola gemella, dove i consumi sono in costante crescita.
I due cavi, entrambi da 33 kV, saranno lunghi circa otto chilometri ciascuno. La gara è ancora nella fase preliminare: le aziende interessate dovranno prima superare una procedura di qualificazione, dopodiché potranno presentare le proprie offerte. L’impresa che sarà incaricata dei lavori dovrà occuparsi della progettazione, della produzione, della posa, dei collaudi e dell’entrata in funzione dei due impianti.
L’intervento è parte di un programma più ampio di potenziamento della rete elettrica di Gozo. Enemalta sta preparando anche un nuovo collegamento a 132 kV tra le due isole, oltre a due nuovi centri di distribuzione, uno a Ghajnsielem e l’altro destinato a servire l’area di Victoria e Kercem.
Il progetto arriva dopo i problemi che hanno interessato la fornitura elettrica a Gozo nei mesi estivi, quando i guasti a due dei principali cavi esistenti hanno provocato prolungati blackout. Il rafforzamento dei collegamenti punta quindi anche a ridurre la vulnerabilità del sistema di fronte a una domanda destinata ad aumentare.
Il ministro dell’Energia Miriam Dalli ha spiegato che il nuovo intervento rientra nella strategia di potenziamento energetica prevista dal governo e dal piano di investimenti di Enemalta dei prossimi anni. Secondo Dalli, gli episodi registrati negli ultimi mesi hanno confermato la necessità di accelerare gli investimenti nelle infrastrutture elettriche e di preparare il sistema alla crescita dei consumi.
Per il presidente esecutivo di Enemalta, Ryan Fava, l’incremento della domanda rende necessario intervenire già oggi sulle infrastrutture destinate a sostenere i consumi dei prossimi anni. I nuovi cavi, insieme alla futura linea a 132 kV e ai due centri di distribuzione, dovrebbero garantire maggiore capacità e una gestione più flessibile della rete, favorendo allo stesso tempo il collegamento di una quota crescente di energia prodotta da fonti rinnovabili.
(immagine di archivio, credits: Enemalta)
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