A partire da lunedì 5 ottobre, Malta sospenderà temporaneamente il collegamento elettrico con la Sicilia attraverso il primo elettrodotto sottomarino (noto come IC1), per permettere lo svolgimento dei lavori alla stazione di Ragusa legati al completamento del secondo cavo di interconnessione (IC2). Lo ha fatto sapere Interconnect Malta, la società pubblica incaricata del progetto, spiegando che lo stop durerà circa dodici giorni.
Il secondo elettrodotto, che raddoppierà la capacità di scambio elettrico tra Malta e la rete europea, è ormai in dirittura d’arrivo. Negli ultimi mesi, i lavori alla stazione terminale di Ragusa hanno visto l’installazione di una cisterna antincendio con le relative pompe e il completamento del montaggio del nuovo reattore da 240 MVAr. Per proseguire con la fase successiva dei lavori civili, spiega la società, sarà necessario isolare temporaneamente l’IC1, poiché i macchinari pesanti opereranno in prossimità delle linee aeree esistenti a 220 kV.
Sono inoltre richieste modifiche alla struttura di supporto della linea aerea del medesimo elettrodotto, per ospitare un nuovo apparato di manovra ibrido isolato in gas, che permetterà di collegare il nuovo reattore a uno o all’altro dei due cavi sottomarini a seconda delle esigenze operative. I lavori comprenderanno anche la posa di un cavo interrato a 220 kV tra l’apparato di manovra e il reattore, all’interno di condotti già predisposti in vista dello stop.
Interconnect Malta ha precisato che lo stop è una misura di sicurezza essenziale per tutelare il personale che lavorerà in un ambiente ad alto rischio, oltre che per proteggere l’infrastruttura esistente durante gli interventi. Il fermo è stato pianificato in stretto coordinamento con Enemalta, Terna Energy Solutions e il gestore della rete di trasmissione italiano.
Durante i dodici giorni di lavori, il fabbisogno elettrico maltese sarà interamente coperto dalla produzione locale, con capacità sufficiente – assicurano – a garantire la stabilità della fornitura, anche alla luce della crescente domanda di energia elettrica registrata durante l’estate, quando si sono toccati livelli record.
Il presidente esecutivo di Enemalta, Ryan Fava, ha ricordato come il primo elettrodotto, sviluppato e messo in funzione nel 2015, abbia segnato una svolta per il settore energetico locale collegando per la prima volta lo Stato insulare alla rete elettrica europea, pertanto la seconda infrastruttura sottomarina rappresenta un investimento cruciale per la strategia energetica del Paese nel lungo periodo.
L’IC2 è infatti pensato per raddoppiare la capacità di interconnessione elettrica dell’arcipelago, rafforzandone la sicurezza degli approvvigionamenti. Riducendo la dipendenza dalla produzione locale a base di combustibili fossili e favorendo una maggiore diffusione delle energie rinnovabili, il progetto dovrebbe contribuire alla transizione “green” di Malta.
L’opera è cofinanziata dall’Unione Europea attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). Una volta riattivato il primo elettrodotto al termine dei dodici giorni di stop, i lavori alla stazione di Ragusa proseguiranno secondo un programma articolato per fasi, definito in stretto coordinamento con Enemalta per ridurre al minimo i disagi sull’infrastruttura esistente.
(photo credits: Interconnect Malta)
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