Amo Frank Kwaku, 30enne ghanese, è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio del connazionale Isaac Kwabena Kyere, 23 anni, accoltellato a morte a Marsa nel giugno 2021 in seguito a una violenta lite nata, secondo quanto ricostruito in aula, per una bottiglia di whisky.
Al termine del processo con giuria, Kwaku è stato riconosciuto colpevole di omicidio volontario con otto voti contro uno, oltre che di privazione illegale della libertà con lesioni e di porto illegale di un’arma durante la commissione di un reato, mentre è stato assolto all’unanimità dall’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’imputato e la vittima si trovavano a casa di un amico a Marsa quando tra i due è scoppiato un acceso diverbio per una bottiglia di whisky. Kwaku aveva quindi lasciato l’abitazione di Triq it-Tigrija, seguito poco dopo dal connazionale che aveva rincontrato nei pressi del ponte pedonale di Gerrejja Street. Lì, secondo l’accusa, Kwaku aveva aggredito Kyere con un coltello, colpendolo almeno 18 volte.
Le testimonianze dei medici intervenuti quella sera hanno descritto le condizioni disperate in cui la vittima era stata trovata dai soccorritori, ovvero riversa a terra, coperta di sangue e in arresto cardiaco. Aveva riportato, tra le varie lesioni, profonde ferite al torace e all’addome, oltre a numerosi tagli anche alle mani, compatibili secondo i periti con il tentativo della vittima di difendersi dai fendenti. Ogni tentativo di rianimare Kyere, iniziato sul posto e proseguito fino all’ospedale, è risultato del tutto vano.
La polizia aveva rintracciato Kwaku alcune ore dopo in una casa di Triq Azzopardi, dove aveva tentato di fuggire passando sui tetti. Un coltello ritenuto compatibile con l’arma utilizzata nell’aggressione era stato successivamente recuperato tra la vegetazione.
In sede di discussione finale sulla quantificazione della pena, l’accusa aveva chiesto di tenere conto sia della netta maggioranza con cui la giuria aveva raggiunto il verdetto di colpevolezza per l’omicidio sia dei precedenti penali dell’imputato, tra cui alcune condanne per furto. La difesa aveva invece sostenuto che l’ergastolo non fosse giustificato, sottolineando che il verdetto per l’omicidio non era stato unanime. La tesi della difesa non è stata accolta dal tribunale e Kwaku è stato quindi condannato all’ergastolo, oltre al pagamento di circa 19.000 euro di spese processuali.
(immagine di archivio)
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