«Quello è Luke Cassar». Con queste parole padre Karm Busuttil, parroco di Birgu, ha indicato in tribunale Jaden Degiorgio, 21 anni, riconoscendolo come l’individuo che gli avrebbe affittato un garage a Zurrieq sotto falsa identità. Il locale è al centro di un’inchiesta sul traffico di droga dopo il ritrovamento di quasi 28 chili di presunta cocaina ed eroina, occultati in un vano ricavato nella parte posteriore di un furgone.
Degiorgio, figlio di George Degiorgio (condannato per l’omicidio di Daphne Caruana Galizia), è imputato in un procedimento che riguarda una serie di reati legati al traffico di stupefacenti e al riciclaggio di denaro. Secondo la ricostruzione fornita in aula, il giovane avrebbe utilizzato il nome di Luke Cassar, presentandosi come fratello di Konrad Cassar – un altro uomo coinvolto nell’indagine – e siglando il contratto d’affitto del garage per conto di quest’ultimo. Il sacerdote ha confermato che Degiorgio era l’uomo con cui aveva concordato la locazione.
L’operazione era scattata il 24 settembre, dopo che la polizia aveva ricevuto una soffiata sul possibile coinvolgimento di un veicolo nel traffico di droga. L’ispettore di polizia ha riferito che gli investigatori avevano seguito Konrad Cassar fino a un complesso a Naxxar e, successivamente, a un’area adibita a deposito a Zebbug. Cassar si era poi allontanato a bordo di un pick-up nel cui vano di carico era stata notata una struttura di legno. Nei pressi del Luna Hotel, a Mellieha, l’uomo aveva incontrato Degiorgio. Secondo il racconto dell’ispettore, Cassar gli avrebbe mostrato come azionare il portellone posteriore del veicolo, prima che il 21enne si mettesse alla guida per raggiungere un garage a Mellieha. La polizia ha quindi arrestato Cassar e continuato a pedinare il mezzo, fermando poco dopo anche Degiorgio.
Le perquisizioni hanno portato al sequestro di diversi oggetti, tra cui guanti, fascette, targhe, documenti di circolazione, telefoni cellulari, schede SIM e 500 euro in contanti. In seguito sono stati controllati anche l’abitazione di Cassar e la Mazda di Degiorgio: nella prima sono stati sequestrati circa 600 grammi di presunta eroina e 100 grammi di sospetta cocaina; nell’auto del 21enne sono stati invece trovati 5.000 euro in contanti e un involucro con circa 10 grammi di presunta eroina, oltre a guanti, documenti e materiale relativo alla sua attività di commercio di sigarette elettroniche.
La svolta è arrivata alcuni giorni dopo, quando gli investigatori hanno perquisito il garage di Zurrieq affittato da Konrad Cassar. All’interno hanno trovato un carrello elevatore, materiale di imballaggio in legno e un furgone privo di targhe. Gli agenti hanno notato che l’abitacolo appariva insolitamente piccolo per un veicolo a cinque posti: un controllo più approfondito ha rivelato un compartimento nascosto nella parte posteriore. Al suo interno erano stati sistemati contenitori refrigeranti con circa 7,7 chili di presunta cocaina e 20 chili di eroina. Gli investigatori ritengono che le strutture di legno siano state utilizzate per introdurre illegalmente la droga nel Paese.
Durante la stessa udienza, un’esperta forense ha confermato che il DNA di Degiorgio è stato individuato su uno dei guanti sequestrati. Il profilo genetico di Konrad Cassar, invece, non è stato rilevato sul reperto esaminato.
La difesa ha contestato alcuni aspetti delle procedure di identificazione, domandando inoltre perché gli investigatori non avessero interrogato il vero fratello di Konrad Cassar, dal momento che il proprietario del garage aveva riferito di aver affittato il locale a un uomo presentatosi con quella identità familiare. Degiorgio ha negato tutte le accuse e resta in libertà su cauzione mentre prosegue la raccolta delle prove.
(in copertina, da sinistra: George Degiorgio e il figlio Jaden)
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